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Dobbiamo reggere l’urto dei contagi per 3-4 settimane

Ringrazio Repubblica Firenze per l’intervista che mi ha consentito di fare chiarezza su come stiamo organizzando il lavoro di contrasto al Covid-19 in Toscana in queste ore.

Rinnovare il patto tra Siena e la Toscana

In questi anni la Regione ha fatto tanto per Siena. Di esempi ce ne sarebbero diversi, penso al contributo al percorso di rilancio dell’Università, al supporto decisivo per TLS e il distretto delle scienze della vita, o ancora al sostegno dato a tante istituzioni culturali senesi. Ora i cambiamenti tumultuosi indotti dall’emergenza sanitaria, con le conseguenti difficoltà di alcuni settori economici da una parte e gli scenari generati dalle leve che saranno attivate in sede comunitaria dall’altra, fanno emergere la necessità di rinnovare il patto tra Siena e la Toscana. Questo dovrà essere l’obiettivo dei prossimi mesi, di questo ho parlato di recente con la segretaria regionale del PD Simona Bonafé (foto), in occasione della presentazione della lista del PD che si è tenuta in Piazza del Campo mercoledì scorso.

Le sfide sono tante  ma alcune sono per me decisive. La prima riguarda la visione strategica di Siena come città della cura e delle scienze della vita. In programma c’è un piano pluriennale di interventi per 250 milioni di euro per portare a compimento il grande progetto di riqualificazione strutturale e tecnologico delle Scotte e la necessità di garantire la centralità dell’Aou senese nell’area vasta sulle prestazioni di alta specializzazione.

Alla luce anche dell’ottimo lavoro in questi anni, serve un ulteriore sostegno a Tls e all’intero distretto delle scienze della vita, nonché un supporto alle progettualità come quelle connesse al contrasto delle pandemie. La mia idea è inoltre quella di realizzare un piano condiviso tra scienze della vita e i distretti rurali, a partire da quello agroalimentare della Toscana meridionale, che valorizzerebbe sia il settore della prevenzione delle malattie, che l’agricoltura di qualità.

Tra le priorità della nuova legislatura ci sono senza dubbio le infrastrutture.  Nel 2022 partiranno finalmente i lavori per il raddoppio della linea ferroviaria Empoli – Granaiolo, ora bisogna puntare su una modernizzazione dei trasporti su rotaie tra Poggibonsi, Siena e Chiusi e sull’accesso con doppio binario a Siena.

Serve, poi, una grande innovazione in campo culturale che proietti la città oltre i propri confini, facendo forza anche sulla sua radicata essenza di città universitaria internazionale. Siena merita una produzione culturale di alto livello, che attiri sguardi da tutto il mondo e stimoli la sua creatività supportata da una solida rete museale e dalla valorizzazione del patrimonio storico-artistico. Elementi, insomma, che possono incrociarsi con la necessità di far crescere le forme di turismo esperienziale in grado di aumentare la permanenza media dei visitatori nel territorio senese.

In ultimo, ma non per importanza, serve una strategia condivisa tra Regione e territorio per l’attrazione degli investimenti attraverso una politica dedicata alle aree produttive, alla valorizzazione dei grandi contenitori e a iniziative nel campo del terziario.

Su questo e su altri aspetti, come l’esigenza di un piano per le aree interne, dobbiamo lavorare per arrivare a un nuovo patto che coinvolga le parti sociali e tutte le istituzioni locali. La vera sfida è oggi più di cinque anni fa. Il ciclo politico che sta per concludersi, guidato da Enrico Rossi, ha prodotto innovazioni in vari ambiti, aprendo nuove porte. Ora bisogna varcare quelle soglie senza indugi, cogliere opportunità e mettere in campo progettualità valide per fare di Siena e le sue terre, le protagoniste della Toscana del futuro.

Coronavirus: quell’assenza di equilibrio che rischia di farci pagare un prezzo enorme

Siamo tornati ai livelli di contagio di fine maggio. L’età media è più bassa, ma il rischio che il virus torni a colpire anche i più anziani è elevata, con il numero di ricoveri, terapie intensive e decessi che potrebbe tornare a salire. Non voglio fare allarmismi, ma il problema é che siamo passati dalla denuncia di chi passeggiava in solitudine in campagna ad atteggiamenti troppo, sottolineo troppo, disinvolti. La responsabilità individuale non è mai stata così importante per tutta la collettività. La spavalderia nel vivere certe forme di divertimento e di fare vacanza é pericolosa per la salute pubblica, tanto che ha costretto il Governo ad una nuova stretta sulla movida e le mascherine. La leggerezza dell’ultimo periodo rischia di vanificare i sacrifici fatti in primavera.

Come sapete ho seguito passo passo tutto il lavoro fatto come Regione Toscana, ho tenuto stretti rapporti con i Sindaci e ho informato costantemente tutti voi, anche con dirette sui social. È stato fatto da tutti, a partire da operatori sanitari e volontari, uno sforzo enorme per contrastare il virus e i risultati sono stati preziosi. Non possiamo tornare indietro.Siamo ancora in tempo per evitare una spirale pericolosa, ma servono atteggiamenti equilibrati che contemplino la ripartenza delle attività economiche e sociali e la convivenza con il virus in condizioni di sicurezza. Ciò significa rispettare alcune regole basilari la cui importanza viene ribadita anche nell’ultima ordinanza: uso della mascherina, soprattutto nei luoghi pubblici e affollati, anche all’aperto, distanziamento sociale e igiene delle mani. A queste aggiungo: scaricare l’app Immuni. Non mi sembrano grandi sacrifici. Il rispetto di queste regole è condizione essenziale sia per la sicurezza sanitaria che per la ripartenza economica e sociale. È una questione di responsabilità e di educazione civica senza le quali il lavoro delle istituzioni rischia di risultare inefficace.

I negazionismi, la sottovalutazione e la messa in contrapposizione degli aspetti sanitari con quelli economici sono atteggiamenti demenziali e pericolosi. Tenere basso il contagio é la prima condizione per la ripresa economica. Dall’altra parte le istituzioni devono attrezzarsi per affrontare al meglio i passaggi dei prossimi mesi che non saranno meno difficili. In tal senso la Regione Toscana sta mettendo in atto misure per controllare i rientri dall’estero e sistemi operativi per monitorare la ripartenza di scuole e università.La lotta al virus è e deve essere un lavoro di squadra. Ognuno deve fare la propria parte! Spero che da ora in avanti saremo più prudenti.

Bezzini per la sanità senese: “Ora innovazione, assunzioni e investimenti”

Ringrazio la Nazione Siena per aver ripreso, questa settimana, il mio intervento sulla necessità di investire sulla sanità in termini di finanziamenti, adeguamento strutturale e tecnologico e assunzioni di personale. La sanità toscana parte da basi solide e lo ha dimostrato proprio in questo periodo. Ora bisogna puntare ad essere più forti di prima.

Il futuro della sanità senese

Mercoledì 27 maggio, ore 18, Circolo ARCI Ruffolo, Siena

IL FUTURO DELLA SANITÀ SENESE

con ANNA FERRETTI e SIMONE BEZZINI

Organizza Siena per Bezzini

Sanità Ferretti-Bezzini

Bezzini: “Le Scotte siano trattate come gli altri policlinici toscani”

Simone Bezzini sull’azienda ospedaliera universitaria: “Si completi l’analisi di revisione strutturale”

 

“Per il Policlinico Santa Maria alle Scotte è fondamentale superare al più presto la sottodotazione di risorse finanziarie rispetto agli altri policlinici della Toscana che storicamente si è determinata. Per restare attrattivo, il polo di eccellenza senese necessita delle medesime risorse degli altri ospedali della regione. Su questo è necessario una pronta azione di riequilibrio”. Così Simone Bezzini, candidato PD al Consiglio Regionale.

Ciò è necessario non solo per mantenere il Santa Maria alle Scotte al livello attuale, ma soprattutto per permettere al nostro ospedale universitario di crescere ancora. Centro di rilievo nazionale e di alta specializzazione, dalla grande capacità attrattiva, eroga servizi indispensabili e rappresenta uno dei principali luoghi occupazionali per Siena e provincia. La sua centralità nel sistema sanitario toscano va riaffermata e rilanciata, attraverso iniziative concrete che affrontino e risolvano le criticità esistenti. Questo compito spetta alla Regione Toscana, che deve operare in stretta sinergia con l’Università di Siena” afferma il candidato democratico.

Oltre all’importante azione di riequilibrio degli stanziamenti regionali, Simone Bezzini indica altre due priorità per il nostro policlinico, auspicando che presto si possa aprire una riflessione ampia e condivisa nelle sedi opportune.

È necessario portare a compimento il percorso di analisi relativa alla revisione strutturale per rendere il policlinico meno costoso, meno dispersivo e più funzionale. Si punti ad una soluzione più efficiente, con un’organizzazione più razionale degli spazi”.

“Inoltre, è cruciale tutelare l’elevata professionalità degli operatori e dei medici a tutti i livelli. Ciò significa valorizzare le professionalità interne, che altrimenti rischiano di andare altrove, e attrarne altre di livello nazionale ed internazionale, selezionando competenze di alto profilo”.

Tutto ciò va realizzato con il massimo coinvolgimento dei lavoratori della sanità e delle loro organizzazioni di rappresentanza. Inoltre, con la riforma del sistema sanitario toscano, sulla quale sono intervenuto in queste settimane non nascondendo alcuni elementi di preoccupazione, è fondamentale che Siena mantenga la sua centralità all’interno della mega ASL di area vasta Toscana sud” conclude Simone Bezzini.

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