DICHIARAZIONE D’INTENTI

di Simone Bezzini

 

Il programma presentato in occasione delle elezioni regionali del 2015: le priorità per Siena e per la Toscana, la nostra idea di governo del territorio.

 

PREMESSA

Questo documento punta ad offrire un punto di vista generale rispetto all’orizzonte in cui collocare le Terre di Siena nella dimensione regionale. Non un programma, quindi, ma una visione che intende arricchire l’elaborazione programmatica del Pd e del candidato a Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

1.

SIENA TRA CRISI E CAMBIAMENTO

La provincia di Siena è attraversata da una crisi che interessa il suo tessuto economico e occupazionale. Il perdurare di questa fragilità è dovuto da una parte al ciclo economico nazionale e internazionale che stenta a riprendersi, dall’altra alle difficoltà specifiche che hanno interessato alcuni grandi poli del comparto terziario: tra tutte le più rilevanti sono quelle che hanno avuto per protagoniste la Banca e la Fondazione MPS.

A soffrire di più sono i settori maggiormente legati alla domanda interna, mentre tengono quei settori come il turismo, l’agroalimentare e il manifatturiero più innovativo e orientato all’export.

Le specificità della crisi senese, tuttavia, stanno producendo cambiamenti strutturali nel tessuto socio economico generale, incidendo anche sui caratteri identitari del territorio.

A ciò va aggiunto il processo di riordino istituzionale in atto che sta depotenziando un soggetto, l’Amministrazione Provinciale, che negli ultimi decenni ha avuto un ruolo propulsivo sui temi dello sviluppo e nella promozione della coesione, minata oggi più che mai da un profondo mutamento della struttura socio-demografica in tutta la provincia di Siena.

Inoltre, vanno considerati gli interventi di razionalizzazione della macchina pubblica messi in atto dallo Stato e dalla Regione.

2.

IL RUOLO DELLA NUOVA REGIONE

Il ruolo della Regione rispetto a Siena sarà decisivo nei prossimi anni. Già in questa fase la Regione ha assunto e sta assumendo un ruolo determinante in molte materie, ma a partire dai prossimi mesi assisteremo ad una serie di trasformazioni strutturali che accresceranno il potere della dimensione regionale.

Tutte le funzioni delegate negli ultimi decenni alle Province saranno ricentralizzate in ambito regionale, compreso l’espletamento dei compiti gestionali e amministrativi.

Aggiungiamo a ciò anche l’impatto dei processi di riforma che riguardano i settori della sanità, dei trasporti e dei servizi pubblici locali.

La convergenza di questi elementi e le specificità della crisi senese renderanno il rapporto con la Regione strategico per Siena.

3.

PORTARE SIENA IN TOSCANA: UNA NUOVA IDEA DI SVILUPPO

Quanto detto finora impone alle Terre di Siena di ripensare sé stesse con coraggio superando logiche di chiusura e autoreferenzialità.

Il futuro del nostro territorio va collocato dentro la realtà regionale. La provincia di Siena deve legarsi alla programmazione, alle progettualità e ai canali di finanziamento derivanti dalla Regione.

I prossimi anni saranno fondamentali per definire una nuova idea di sviluppo per la nostra provincia e ciò dovrà avvenire incrociando la valorizzazione delle peculiarità delle Terre di Siena, l’innovazione e il ruolo che la nostra realtà potrà giocare nella dimensione regionale.

Altrettanto importante sarà stabilire forti elementi di connessione con le province di Arezzo e Grosseto su diverse tematiche di comune interesse.

4.

PORTARE LA TOSCANA A SIENA: L’ATTENZIONE STRAORDINARIA CHE SERVE

Se da una parte Siena deve aprirsi alla Toscana, è altrettanto necessario che la Regione dimostri un’attenzione straordinaria per il nostro territorio.

La crisi colpisce in profondità i capisaldi del sistema economico locale e cominciano a manifestarsi seri problemi sul fronte occupazionale, compreso l’insorgere di fenomeni di povertà.

Per questo servono interventi e strumenti straordinari per fronteggiare la crisi, così come è fondamentale che le peculiarità del nostro territorio vengano a pieno titolo riconosciute come elementi importanti per lo sviluppo futuro dell’intera Regione.

Diversi assi di sviluppo regionali dovranno e potranno trarre linfa dalle risorse e dalle caratteristiche del nostro territorio.

5.

GARANTIRE COESIONE E PARI OPPORTUNITÀ A TUTTO IL TERRITORIO

I tumultuosi cambiamenti in atto, la crisi ed il percorso di riordino istituzionale rischiano di creare fenomeni di disgregazione territoriale e determinare disparità tra aree geografiche.

Serve un impegno straordinario affinché la Regione assieme agli enti locali e alle forze sociali metta in atto politiche tese a garantire pari opportunità a tutti i territori.

6.

ATTRARRE FINANZIAMENTI PER SOSTENERE L’ECONOMIA

La ripresa dell’economia passa per una parte importante dalla ripresa degli investimenti.

Diventa fondamentale lavorare per posizionare il nostro territorio sui filoni di finanziamento attivabili dai diversi livelli istituzionali e sull’attrazione di iniziative imprenditoriali.

In tal senso il ruolo della Regione è decisivo per collocare Siena a pieno titolo dentro una strategia basata sull’attrattività.

7.

UN NUOVO PATTO TRA SIENA E LA TOSCANA

È indispensabile che venga rapidamente definito un parco progetti da inserire nell’ambito di un accordo di programma tra Regione ed Enti Locali senesi.

Il territorio ha bisogno quindi di un nuovo patto tra Siena e la Regione Toscana, un accordo di programma che leghi le progettualità alle coperture finanziarie e a cronoprogrammi certi.

Il tutto preceduto da un confronto con le parti sociali della nostra provincia.

8.

GLI ASSI DEL RAPPORTO TRA SIENA E LA TOSCANA

Formazione e Ricerca

Il sistema della formazione e della ricerca senese può rappresentare una delle risorse decisive per superare la crisi e aprire nuove opportunità per lo sviluppo e l’occupazione sul nostro territorio.

L’Università degli Studi di Siena, che sta conseguendo importanti risultati sulla via del risanamento, va ora sostenuta con forza sul fronte dell’attività di ricerca, sull’immissione di energie giovani nell’ambito delle proprie strutture, sulle iniziative tese a creare nuove opportunità occupazionali e sui progetti caratterizzanti a partire da quelli in materia di sviluppo sostenibile.

Allo stesso tempo occorrerà sostenere la capacità di accoglienza dell’Università per Stranieri, provando a organizzare una vera e propria piattaforma dell’ospitalità rivolta agli studenti stranieri che scelgono Siena per i propri percorsi formativi.

Una particolare attenzione dovrà essere dedicata ai percorsi formativi intrapresi dai poli operanti nel settore musicale.

Inoltre dovrà essere consolidata l’esperienza dell’Its Energia e Ambiente e dovranno prendere avvio quanto prima sul nostro territorio le attività degli Its su scienza della vita e beni culturali.

Per quanto riguarda le attività di formazione, portate avanti fino ad oggi dall’Amministrazione Provinciale, occorrerà favorire una programmazione regionale attenta alle specificità dei settori economici della provincia senese.

Infine, grande impegno dovrà essere dedicato alla programmazione della rete scolastica, per garantire un’adeguata offerta formativa e la connessione con le specificità sociali ed economiche di queste terre.

Scienze della Vita

Le attività legate alle scienze della vita rappresentano una delle possibilità che il nostro territorio ha per collocarsi sui filoni di sviluppo dei prossimi decenni.

In questo quadro il sostegno a TLS rappresenta un elemento imprescindibile e che può favorire anche la riconversione delle strutture e la salvaguardia della professionalità presenti in Siena Biotech.

Distretti manifatturieri e progetti di riqualificazione urbana

Per quanto riguarda i distretti manifatturieri del nostro territorio, la priorità deve esser quella di metterli in connessione con gli strumenti di programmazione regionale e con i rispettivi canali di finanziamento.

Bisogna richiamare con forza l’attenzione delle strutture regionali verso le nostre imprese manifatturiere come componenti fondamentali del tessuto economico della nostra provincia.

Occorrerà, inoltre, fare tesoro dell’esperienza PIUSS e progettare insieme nuovi interventi regionali ed intercettarne i finanziamenti, per favorire politiche di sviluppo economico e sociale, nonché la riqualificazione di alcune aree urbane.

Contemporaneamente sarà necessario sostenere la valorizzazione dei grandi contenitori immobiliari presenti sul nostro territorio inserendoli nel panorama delle strategie per l’attrattività della Regione Toscana.

Cultura

La valorizzazione delle attività e dei beni culturali del nostro territorio dovrebbe essere uno dei punti cardine dell’accordo di programma a cui prima ho fatto riferimento.

È indispensabile dare concretezza alla parte più significativa della progettualità inserita nei programmi di Siena Capitale Europea della Cultura 2019.

Va sostenuto con forza il percorso di valorizzazione del Santa Maria della Scala e continuare a supportare le esperienze di rete presenti in campo museale e bibliotecario, nonché i poli di eccellenza in campo musicale.

È strategico proseguire il progetto di valorizzazione dell’antico percorso di pellegrinaggio della Via Francigena, al centro già delle politiche di sviluppo di questo territorio.

Turismo

La nuova governance che si sta profilando dall’evoluzione del quadro normativo regionale necessita di un forte coinvolgimento degli attori pubblici e privati delle nostre realtà.

Il patrimonio costruito negli anni con i prodotti, i progetti e gli strumenti legati al brand Terre di Siena non può e non deve essere disperso. Non può essere smarrita l’idea della promozione integrata che ha individuato fino ad oggi come fattore di successo il mix tra pluralità delle eccellenze del nostro territorio, storia, arte, cultura, enogastronomia, ambiente, terme, e altro ancora.

Una particolare attenzione dovrà essere dedicata proprio al termalismo, con iniziative specifiche rivolte a sostenere i diversi soggetti interessati. In questo quadro sarà necessario seguire con grande attenzione gli impatti delle nuove politiche dalla Regione sulle partecipazioni pubbliche in relazione alla struttura societaria delle Terme di Chianciano.

Inoltre, è prioritario implementare e sostenere le iniziative e gli eventi legati al turismo sportivo, facendo crescere le realtà esistenti, alcune di confermato successo, e lanciandone di nuove.

Infine, è necessario un ulteriore investimento nella formazione degli operatori dell’intero comparto turistico.

Agricoltura e attività venatorie

Lo sviluppo rurale e il comparto agroalimentare rappresentano realtà la cui importanza è decisiva per l’economia senese e il cui valore va oltre quello meramente quantitativo.

La Regione Toscana deve attribuire a questi settori centralità nella nuova programmazione, considerandoli a pieno titolo dentro le politiche per l’innovazione, internazionalizzazione, la strutturazione di filiere e la formazione con un’attenzione particolare alle sinergie con il mondo della ricerca e con altri settori produttivi.

In questo quadro uno spazio dovrà essere dedicato allo sviluppo dei sistemi agroalimentari e alla filiera corta.

Occorre, inoltre, pianificare attentamente il processo di rimozione di tutti quegli ostacoli burocratici e vincoli non giustificati che comprimono le aziende del settore.

Sarebbe poi fondamentale, per garantire lo sviluppo rurale della nostra provincia, portare a compimento il progetto di realizzazione della rete irrigua della Valdichiana, avviato negli anni scorsi dall’Amministrazione Provinciale.

Per quanto riguarda le politiche venatorie, invece, dovrà essere verificato con grande attenzione il percorso di costruzione della nuova governance partecipata e la necessità di costruire un nuovo equilibrio tra il carattere popolare della pratica venatoria, la tutele dell’agricoltura e la sensibilità ambientalista a partire dal tema della salvaguardia diffusa della biodiversità, che può determinare una nuova frontiera condivisa.

Va infine affrontato con decisione il tema dei contenimenti a tutela delle colture agricole agendo con decisione sul quadro normativo regionale e nazionale. Ciò è indispensabile per affrontare problemi che, oltre ad avere una ricaduta economica, producono una serie di tensioni e conflitti nel tessuto sociale delle aree rurali.

Difesa del suolo e ripristini post alluvionali

Il territorio senese ha mostrato rilevanti fragilità di fronte a eventi climatici di portata eccezionale. Per questo serve un incisivo piano per la sicurezza del nostro territorio attraverso strumenti di programmazione regionale in materia.

Inoltre è fondamentale che ci sia un impegno per reperire le risorse necessarie a ricondurre alla normalità la viabilità nei luoghi in cui tuttora permangono situazioni di compromissione delle rete stradale.

Infrastrutture e trasporti

La prima priorità in materia di viabilità è che la Regione sostenga direttamente un piano di investimenti su tutta la Cassia che interessa il nostro territorio e verificare la possibilità di sostenere l’Amministrazione Provinciale rispetto a interventi sulla Strada Provinciale 326 in Valdichiana.

Allo stesso tempo va rilanciata l’iniziativa verso il Governo, per ottenere le risorse finanziarie per completare il raddoppio della Siena Grosseto e ulteriori interventi di adeguamento e messa in sicurezza della Siena Firenze.

L’altra grande priorità che riguarda la viabilità è la necessità di una forte attenzione alla manutenzione ordinaria e straordinaria di tutta la rete stradale.

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario servirebbe un cronoprogramma di interventi sia sulla rete, che sull’organizzazione del servizio.

Rispetto al servizio, occorrerà sviluppare rapidamente un’iniziativa per produrre miglioramenti tangibili per gli utenti su tutte le tratte che interessano il nostro territorio.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla possibilità di creare una connessione tra il territorio senese e l’alta velocità, a partire dalla verifica della possibilità di realizzare una stazione in linea nell’area di Chiusi.

Nella prossima legislatura regionale, inoltre, occorrerà reperire le risorse per il raddoppio della tratta tra Empoli e Granaiolo, al fine di ridurre i tempi di percorrenza sulla linea Siena-Firenze.

Per quanto riguarda l’Aeroporto di Ampugnano, rispetto al quale è in corso la gara per l’individuazione del nuovo gestore, occorrerà monitorare la coerenza con gli strumenti di pianificazione ai vari livelli e i parametri di sostenibilità.

Sul tema del trasporto pubblico locale, infine, dobbiamo considerare che in questi anni è stata portata avanti un’opera importante di riorganizzazione e razionalizzazione e che a questo punto è fondamentale concludere la gara per l’individuazione del gestore regionale.

Con ciò si chiuderebbe una fase transitoria che dura da troppi anni e si arriverebbe a stabilizzare la gestione per un arco temporale di medio periodo, con l’auspicio che ciò implichi anche un visibile miglioramento nella qualità del servizio offerto ai cittadini.

Parallelamente, attraverso la sollecitazione di un rinnovato interesse regionale, la Provincia di Siena non dovrà rinunciare alla sua scommessa sulla mobilità dolce, portata avanti in questi anni con progettualità all’avanguardia. Per questo sarà importante riuscire ad ottenere dalla Regione Toscana un ulteriore sostegno finanziario e proseguire nell’implementazione delle reti ciclo-pedonali come elementi imprescindibili per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio.

Governo del territorio

Insieme alla legge 65/2014 “Norme per il governo del territorio”, il PIT con valenza di Piano paesaggistico è il secondo atto della riforma dell’urbanistica e del paesaggio del governo regionale.

Per la Toscana il territorio rappresenta un elemento fondamentale della propria identità, un valore aggiunto decisivo, nonché un fattore di attrattività capace di promuovere la competitività delle diverse aree. La Toscana è quella che abbiamo oggi grazie al lavoro dell’uomo. Non è un corpo morto, ma un territorio che si è trasformato nei secoli.

Dopo la sua adozione da parte del Consiglio Regionale nel luglio 2014, si è aperta una fase di osservazioni, che conta oltre 600 contributi provenienti da enti locali e mondo dell’associazionismo.

Senza dubbio alcune previsioni presenti nella prima stesura del PIT avrebbero determinato, se attuate, un impatto negativo dello strumento paesaggistico in provincia di Siena. Grazie, tuttavia, al confronto serrato di questi mesi, siamo riusciti a produrre sensibili miglioramenti.

Nei prossimi mesi occorrerà proseguire con una verifica puntuale dei diversi punti, per produrre ulteriori passi in avanti con particolare attenzione ai bisogni reali delle aree rurali.

Energia, ambiente e servizi pubblici locali

I nostri territori sono sempre più connotati come luoghi dove sperimentare politiche della sostenibilità in campo energetico in grado di contribuire alla qualità dell’ambiente e alla creazione di nuove opportunità di lavoro.

Tali politiche possono legarsi trasversalmente a filiere produttive, alle iniziative sulla mobilità e a quelle sull’efficientamento energetico di strutture e immobili. Ovviamente tutto ciò dovrà tener conto degli impatti sui territori direttamente interessati dagli interventi attraverso verifiche preventive sulle ricadute ambientali, sistemi di monitoraggio e percorsi di partecipazione popolare.

Sulla geotermia, oltre a quanto detto sopra, dovranno essere valutate le diverse caratteristiche dei territori, rifuggendo da posizioni ideologicamente pregiudiziali, in un senso e nell’altro, e avendo sempre come orizzonte di riferimento la massima sostenibilità di questa attività per le comunità in cui è inserita.

Grande attenzione dovrà essere dedicata alle attività di ripristino, al coordinamento delle iniziative legate ai benefit finanziari, e alla definizione di un piano che leghi la geotermia agli usi civili nonché all’attrazione e al sostegno delle attività imprenditoriali.

Sarebbe interessante se la Regione Toscana facesse proprio il progetto Siena Carbon Free per proseguirlo e magari applicarlo ad un ambito territoriale più vasto.

In materia di servizi pubblici locali (gas, rifiuti, acqua) è essenziale un monitoraggio sull’efficienza e la qualità dei percorsi avviati e sulla tutela di risorse strategiche, come l’acqua, investendo sulla salvaguardia dei territori dove sono presenti.

Dovremo attentamente monitorare politiche, atti di programmazione e evoluzioni del quadro normativo affinché non penalizzino il nostro territorio e le esperienze industriali maturate nei servizi pubblici locali nella nostra realtà.

Sport e tempo libero

Garantire il diritto allo sport dev’essere una delle priorità della Regione, consentendo sempre l’accesso alle strutture e alle attività sportive a tutti i cittadini, indipendentemente dalle condizioni fisiche, economiche o sociali.

In questo senso, è fondamentale che la Regione Toscana si impegni a livello locale, regionale e nazionale per eliminare le storture burocratiche e ottimizzare le normative in materia, al fine di evitare che vi siano effetti negativi sulle associazioni e realtà sportive che svolgono un ruolo importante sul territorio.

Ciò avrebbe indubbie ricadute positive sull’accesso universale alla pratica sportiva.

Lo sport, inoltre, è legato al tema del turismo, motore economico imprescindibile per il nostro territorio. Il turismo sportivo è una realtà produttiva, nonché un elemento qualificante delle Terre di Siena.

Aiutare lo sport significa aiutare il turismo, e viceversa.

Infine, lo sport svolge un ruolo chiave anche nelle pratiche mediche, terapeutiche e riabilitative, oltre ad essere un fattore di socialità, di aggregazione giovanile e di crescita individuale.

Sanità

È dei giorni scorsi l’approvazione della legge regionale per il riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale.

Dal primo luglio 2015 partiranno i commissariamenti delle Asl in vista dell’aggregazione. Il primo gennaio 2016 partiranno le nuove Asl aggregate di Area vasta. Passeranno da 12 a 3 sole Asl in tutta la Toscana: l’azienda USL Toscana Centro, l’azienda USL Toscana Nord Ovest e l’azienda USL Toscana Sud Est.

Dovranno essere seguiti con meticolosa attenzione i passaggi intermedi e fondamentale sarà coniugare programmazione di area vasta con il territorio, inteso come articolazione della organizzazione sanitaria extra ospedaliera, ma anche e soprattutto come luogo dell’integrazione socio-sanitaria e del rapporto forte con gli enti locali. Servirà un coinvolgimento di tutti i soggetti interessati per fugare i dubbi che tale provvedimento sta determinando.

I processi di riorganizzazione in corso, derivanti anche dall’esigenza di fronteggiare la drastica riduzione delle risorse a disposizione della Regione, dovranno essere tali da non compromettere la qualità dei servizi e il carattere universalistico del diritto alla salute.

Deve essere chiaro che per Siena quando si parla di sanità è in ballo non solo uno suoi servizi fondamentali per i cittadini, ma anche uno degli elementi centrali dell’identità e dello sviluppo della città e del territorio.

In questo contesto l’Azienda Ospedaliera Universitaria deve vedere tutelato il suo ruolo con la valorizzazione delle professionalità, con il sostegno alle sinergie tra attività di didattica, ricerca e servizi sanitari e con investimenti sulle strutture. La rete territoriale e degli ospedali di zona è già stata sottoposta negli anni a radicali riorganizzazioni e quindi la ricerca di ulteriori spazi di efficienza dovrà coniugarsi con la salvaguardia di livelli adeguati dei servizi per i cittadini di tutte le aree della provincia. Vista l’importanza e la complessità dell’argomento nei prossimi giorni ci saranno ulteriori momenti di approfondimento e di elaborazione.

Sociale

La crisi economica degli ultimi anni, come abbiamo accennato all’inizio di questo documento, ha determinato l’esplosione di una nuova questione sociale. Stanno, infatti, emergendo inediti profili di rischio che le politiche sociali non sono in grado di affrontare con gli strumenti tradizionali.

La disoccupazione e la precarietà si accompagnano sempre più spesso all’instabilità familiare, all’insorgere di difficoltà nell’educazione delle nuove generazioni e nell’assistenza agli anziani e ai disabili.

Ad amplificare l’insicurezza sociale c’è inoltre l’emergenza casa che vede protagoniste centinaia di famiglie nella nostra provincia, che non ce la fanno a pagare l’affitto e rischiano di essere sfrattate. Rispetto a questo tema la Regione Toscana ha già dato il suo contributo stanziando anche per il 2015 260mila euro per il nostro territorio.

Tuttavia, per prevenire e fronteggiare queste ed altre situazioni di disagio, non bastano interventi spot, occorre una programmazione sociale integrata che tenga conto dei valori, dei rapporti tra i diversi attori chiamati ad intervenire (comuni, regioni, cooperative e associazioni), degli orizzonti e delle esigenze che questo nostro territorio esprime.

In questo contesto le associazioni di volontariato e promozione sociale sono una grande ricchezza perché sono gli attori principali per costruire società dell’inclusione in un contesto ancora caratterizzato da disuguaglianze.

Come tutti noi sappiamo, il tessuto associativo promuove, infatti, relazioni paritarie di mutuo aiuto, scambio e spazi di partecipazione democratica, realizzando attività utili alla collettività e sostenendo contemporaneamente l’autonomia dei cittadini portatori di bisogni, come invalidi, malati, persone fragili in generale.

Inoltre, le associazioni sono radicate nel territorio e quindi conoscono i bisogni, costruiscono risposte in sintonia con le persone, tengono viva la dimensione sociale della realtà in cui sono inserite. Con la Regione dovremo, perciò, impegnarci per riconoscere il valore del volontariato, aggiornare la legislazione per promuoverlo e sostenerlo, evitando di considerarlo in modo strumentale come sostitutivo di servizi strutturati, e favorendone l’accesso a risorse economiche, anche provenienti dal fondo sociale europeo, per progettare azioni utili al benessere sociale della nostra provincia.

Sul welfare in generale e sul ruolo del volontariato in particolare occorrerà che il punto di vista nella provincia di Siena emerga in modo forte e deciso perché rappresentano peculiarità di cui non possiamo fare a meno nel nostro territorio.

Riordino Istituzionale

Tale materia richiederebbe approfondimenti ben più vasti rispetto all’esigenza di sintesi di una dichiarazione d’intenti. Mi limiterò, quindi, a delineare alcuni princìpi che dovranno sempre accompagnare le indispensabili scelte di innovazione, qualificazione ed efficientamento che riguardano il sistema istituzionale locale e l’organizzazione della macchina pubblica rispetto ai territori.

Il primo è la garanzia delle pari opportunità tra le comunità in termini di progettualità, risorse, e dotazione dei servizi.

Il secondo riguarda la definizione di modalità che consentano di portare avanti strategie condivise di sviluppo locale.

Il terzo è l’equilibrio tra i luoghi della rappresentanza democratica e i processi decisionali reali.

9.

LABORATORIO “SIENA-TOSCANA-SIENA”

La necessità di costruire una nuova idea di sviluppo fondata su una più forte consapevolezza dell’importanza della Regione Toscana e il bisogno di rappresentare al meglio gli interessi di Siena fanno emergere l’esigenza di strutturare un luogo dove rappresentanze istituzionali e forze sociali si confrontino sulle strategie e sugli interventi da proporre all’attenzione della Giunta e del Consiglio Regionale.

Propongo quindi di attivare da subito un laboratorio permanente che svolga questo compito di relazione, propulsione e verifica.

Un tavolo di lavoro dinamico che garantisca la connessione costante tra la nostra provincia e la Regione Toscana: il laboratorio “Siena-Toscana-Siena”.

Personalmente, mi impegnerò a rendicontare e socializzare periodicamente la mia attività, al fine di assicurare la massima trasparenza del mio operato e promuovere ulteriori momenti di partecipazione e condivisione.