Ripartiamo insieme

di Simone Bezzini

Un impegno per Siena e il suo territorio, con Eugenio Giani Presidente.

L’impatto della pandemia da Covid-19 rappresenta la sfida più grande dal dopoguerra ad oggi, in termini sanitari ed economici. Alla responsabilità mostrata da cittadini e imprese nella prima fase di emergenza deve corrispondere uno scatto da parte della politica e delle istituzioni. La Toscana del post Covid deve riuscire a cogliere le necessità emergenti e programmare il proprio futuro, con la consapevolezza che quello che abbiamo vissuto è un evento di portata mondiale, al quale devono seguire risposte straordinarie.

Tutti gli istituti di analisi prevedono un forte calo del PIL per la Toscana, sia per l’anno in corso che per quelli futuri. Basti pensare che l’ economia toscana, così come quella senese, ha tra i suoi cardini due settori che maggiormente rischiano di soffrire le conseguenze legate alla pandemia: l’export e il turismo che, da solo, rappresenta oltre il 10% del PIL regionale.

Come ho provato a raccontare nel libro “Il Pegaso e il Leone. Viaggio tra Siena e la Toscana”, il rapporto tra la Regione, Siena e la sua provincia sarà fondamentale per il futuro, a maggior ragione ora che l’emergenza Covid ha prodotto effetti pesantissimi sul nostro tessuto economico e sociale.

Ci aspettano sfide senza precedenti, sono tanti i terreni su cui costruire progettualità: sanità e scienze della vita, ambiente, turismo, manifattura e commercio, infrastrutture, cultura, sviluppo rurale, rigenerazione urbana e sicurezza, solo per citarne alcuni. In questo quadro, il rapporto con la Regione sarà decisivo per agganciare quelle risorse europee indispensabili per ripartire e creare nuove traiettorie di sviluppo.

Gli accordi europei stanno mobilitando risorse imponenti per fronteggiare la crisi e il compito che abbiamo è agganciare i nostri territori a queste opportunità. Per farlo dobbiamo stare sul pezzo, studiare, essere presenti nelle sedi in cui si faranno scelte importanti. Questa è la vera sfida, una partita che per essere vinta richiede competenza, progettualità e unità.

Di seguito troverete alcuni spunti programmatici frutto delle conoscenze acquisite in questi cinque anni in consiglio regionale e del continuo ascolto del territorio. Sono convinto che il PD, del quale sarò capolista in provincia di Siena, sarà determinante nel battere una destra pericolosa, far vincere il centrosinistra, ma soprattutto far vincere Siena e le sue terre e la Toscana, rinnovando il tradizionale buon governo con ancora maggiore concretezza, passione, vicinanza ai territori.

Siamo una comunità mossa da passione e valori, dove il “noi” deve essere più importante dell’”io”. Da soli non si va da nessuna parte, insieme si va lontano.

Io ci sono, pronto per ripartire con voi e far ripartire insieme le terre di Siena. Per una Toscana più unita e più forte, con Eugenio Giani Presidente!

1.

Subito 300 milioni per far ripartire la Toscana dopo l’emergenza Covid

Nell’ultima seduta di consiglio della legislatura siamo riusciti a dare gambe a una ‘manovra di fine mandato’ che vuol dare una scossa immediata all’economia e al mondo produttivo della Toscana, per ripartire. Lo abbiamo fatto attraverso due strumenti: una rimodulazione di una parte dei fondi europei, liberando 264 milioni di euro che saranno subito destinati a 5 obiettivi specifici. A queste risorse si aggiungono circa 39 milioni di euro da bilancio della Regione.

Gli obiettivi individuati per far ripartire la Toscana sono cinque:

  1. aiuti alle attività economiche (oltre 200 milioni di euro), con un focus particolare sul turismo;
  2. sostegno al mondo del lavoro;
  3. ulteriori risorse per fronteggiare l’emergenza sanitaria e per progetti di innovazione (es. telemedicina);
  4. sociale e lotta alla disuguaglianza;
  5. scuola, edilizia scolastica, formazione e digitalizzazione.

Questi 300 milioni di euro dovranno diventare misure concrete e immediate nei primi mesi di mandato nelle cinque direzioni indicate.

2.

Un masterplan di progetti per lo sviluppo della provincia di Siena in grado di agganciare i prossimi finanziamenti europei

Gli accordi in sede europea per mettere in atto misure di contrasto alla crisi economica provocata dalla pandemia Covid-19, consegnano all’Italia circa 80 miliardi di sussidi e 120 miliardi di prestiti che potranno essere utilizzati a seguito di un piano specifico sulle misure che si intenderanno adottare. Contestualmente dovrà partire il prossimo settennato di fondi comunitari per lo sviluppo, la coesione sociale e il green new deal, che toccherà alla Regione attuare sui diversi territori.

Di fronte a questo scenario risulterà fondamentale costruire un parco progetti per il nostro territorio in modo da farci trovare pronti e attrarre risorse importanti per lo sviluppo di Siena e la sua provincia.

I fondi europei sono quelli che possono fare la differenza nello sviluppo di un territorio, soprattutto per l’uscita dalla fase di emergenza. Anche questo dovrebbe consigliare alla realtà senese di essere in campo con autorevolezza nei luoghi dove si discute e si decide come investire queste risorse.

3.

Una sanità pubblica per tutti, di eccellenza e all’avanguardia

L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha comportato uno sforzo senza precedenti del sistema sanitario regionale che ha saputo riorganizzarsi in tempi celeri per rispondere in maniera adeguata ad una situazione inedita. Abbiamo tutti apprezzato la grande professionalità del nostro sistema pubblico, che dobbiamo salvaguardare e migliorare, laddove possibile.

Serve un potenziamento delle infrastrutture sanitarie, nuovi servizi più vicini al territorio e ai cittadini e assunzioni di personale. La sanità toscana parte da basi solide e lo ha dimostrato proprio in questo periodo. Ora bisogna puntare ad essere più forti di prima.

Dobbiamo tutelare il ruolo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria con la valorizzazione delle professionalità, con il rafforzamento delle sinergie tra attività di didattica, ricerca e servizi sanitari e con i necessari investimenti sulle strutture. In questi anni sono arrivate risorse importanti per potenziare il nostro sistema sanitario, per ultimi i 57 milioni per la sanità senese, stanziati a fine luglio. In questa assegnazione rientrano 45 milioni per il policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena e 12 milioni per altri interventi sul patrimonio dell’Ausl Toscana Sud.

Gli obiettivi per i prossimi anni sono chiari: un piano complessivo per l’Azienda Universitaria Ospedaliera di Santa Maria alle Scotte di Siena da 250 milioni di euro, investimenti per gli ospedali del territorio ovvero Campostaggia, Nottola, Abbadia San Salvatore.

Oltre a una rete ospedaliera sempre più all’avanguardia, occorre potenziare e sviluppare la rete dei servizi territoriali, in modo da garantire servizi a tutti i cittadini, sia per chi abita vicino ai grandi centri e agli ospedali, sia per chi abita in una piccola frazione di campagna. Per farlo dobbiamo da un lato difendere e potenziare i distretti sanitari, rilanciando il progetto delle case della salute, dall’altro dobbiamo avere il coraggio di innovare, anche attraverso l’introduzione di nuovi servizi di presa in carico dei pazienti cronici, come la telemedicina. Abbiamo già stanziato 10 milioni per un primo progetto sperimentale sui malati cardiopatici cronici over 75, al quale dovranno seguirne degli altri.

Particolare attenzione dovrà essere posta allo sviluppo delle cure intermedie, attraverso il finanziamento e l’allestimento di strutture dedicate ai soggetti più fragili, per accompagnarli nel periodo post-ospedale, e rendere la dimissione meno traumatica, evitare il riacutizzarsi della malattia e nuovi ricoveri.

Progetto sperimentale su Siena città della salute, per venire incontro ai lavoratori della sanità e per le famiglie dei pazienti, attraverso politiche abitative dedicate e strutture ricettive ad hoc.

Infine, un tema molto sentito dai cittadini, come quello dei CUP e delle liste di attesa per la diagnostica e le cure complesse. Qualche mese fa la Giunta regionale aveva varato un piano per la riduzione delle liste di attesa che, però, si è incrociato con l’emergenza Covid e tutto quello che ne è conseguito. Adesso bisogna riprendere il lavoro con urgenza per superare le criticità e affrontare in modo risolutivo il tema delle liste di attesa.

4.

Un piano per le infrastrutture: completare quelle avviate, progettarle di nuove

Vogliamo una Toscana del Sud veloce, collegata, sicura. In questi anni mi sono battuto per portare avanti, anche nella nostra provincia, le infrastrutture strategiche. Molto è stato fatto, ma siamo consapevoli che non basta. Dobbiamo arrivare quanto prima al completamento delle quattro corsie della Siena-Grosseto e al completo adeguamento della Siena-Firenze e alla manutenzione della Siena-Bettolle, così come riprendere alla svelta il progetto di una nuova Cassia tra Siena e Monteroni. Sono tutte arterie stradali in capo ad ANAS, ma la Regione deve essere presente per sollecitare l’avvio dei cantieri e monitorare l’avanzamento di queste opere fondamentali per il territorio. Così come da tempo emerge la necessità, manifestata dal territorio, di aprire un’interlocuzione con Autostrade e ANAS per un nuovo casello autostradale a Montepulciano, anche tenendo conto della presenza dell’Ospedale di Nottola. In questo quadro andrà sostenuta anche l’Amministrazione provinciale nel portare a compimento alcuni investimenti particolarmente attesi sulla viabilità di propria competenza, come è il caso della SP 326 e 327 in Valdichiana, che da anni attendono il completamento della loro realizzazione, e per la ricostruzione del ponte Nove Luci.

Non dobbiamo, inoltre, abbassare la guardia sul tema della sicurezza e manutenzione di ponti e viadotti, anche se spesso sono di competenza di altri enti.

Se sulla viabilità la strada è tracciata, almeno in fase di programmazione delle opere necessarie, occorre organizzare una grande vertenza sul tema delle ferrovie, rimaste ferme quasi all’ottocento, oppure rischiamo di essere condannati alla marginalità su questo fronte. Il trasporto su ferro va rilanciato sia in termini di collegamenti locali, che con gli snodi con l’alta velocità e gli aeroporti toscani. In questi anni sono arrivati treni nuovi, ma le infrastrutture sono ancora le stesse.

Dopo aver finalmente ottenuto dal Governo il finanziamento del tratto Empoli-Granaiolo (RFI ha comunicato che i lavori partiranno nel 2022), nella prossima legislatura bisognerà in ogni modo progettare il raddoppio tra Siena e Poggibonsi – senza il quale l’elettrificazione rischia di non esprimere tutto il suo potenziale – e l’ammodernamento complessivo della tratta tra Siena e Chiusi. Ciò è indispensabile per rafforzare il ruolo delle stazione di Siena e di Chiusi, anche in funzione della connessione con l’alta velocità. Su questo servirà una grande mobilitazione unitaria di istituzioni, forze economiche e sociali.

Infine, credo sia importante proporre un piano di piccole opere per la viabilità comunale e provinciale. Con gli obiettivi di aumentare la sicurezza stradale, attivare lavori facilmente cantierabili dai Comuni o dalla Provincia, garantire pari dignità a chi abita nei piccoli centri.

5.

Attenzione alle aree interne, rurali e montane e ai piccoli comuni

E’ stato uno dei punti sui quali mi sono maggiormente battuto in questi anni – credo con qualche risultato – ma occorre rinnovare un piano per le aree interne della Toscana centro-meridionale. Si tratta di territori rurali o montani, fatti di frazioni e piccoli borghi, spesso lontani dai grandi centri urbani e produttivi.

Uno dei rischi maggiori è quello del loro spopolamento, soprattutto in virtù dell’abbandono da parte delle giovani generazioni. Più attenzione alle aree interne significa prima di tutto lavoro e sviluppo, attraverso la valorizzazione del loro potenziale ancora inespresso. La crisi Covid-19 può rappresentare un’opportunità per luoghi scarsamente popolati, con molto verde a disposizione, e quindi uno stile di vita sano e sicuro.

Per farli diventare luoghi in cui poter lavorare in sicurezza, però, serve perseguire il superamento del digital divide (banda ultra larga, telefonia mobile). Particolare attenzione andrà posta anche al sostegno alla manutenzione delle reti stradali dalle aree rurali e montane, investendo in prevenzione del dissesto idrogeologico.

Infine, anche se la Regione non sempre ha competenze dirette, è necessario che in queste aree venga garantita una dotazione minima di servizi, come il trasporto pubblico locale, uffici postali, banche, farmacie, servizi socio-sanitari.

Per quanto riguarda alcuni strumenti di sostegno socio-economico abbiamo promosso in questi anni l’esperienza delle cooperative di comunità, che ha visto una bella risposta nella nostra provincia. Con l’ultima manovra di bilancio abbiamo messo risorse per finanziare nuove cooperative di comunità, sviluppare reti tra le stesse, così come abbiamo pensato a risorse a fondo perduto per favore degli empori polifunzionali nelle aree montane.

6.

Un nuovo programma per lo sviluppo rurale

Il rilancio dell’economia toscana dovrà assumere come asset strategici il sostegno e lo sviluppo dei settori produttivi più dinamici, tra i quali l’agricoltura e l’agroalimentare.

Dovremo definire a breve le strategie per il nuovo programma per lo sviluppo rurale della Toscana, in grado di attrarre ed utilizzare le risorse comunitarie per il prossimo settennato.

Dobbiamo continuare a incentivare nuove forme di cooperazione tra imprese (distretti, reti, filiere, ecc.) per superare una eccessiva e storica frammentazione tra produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari. In questi anni abbiamo costituito i distretti rurali, tra i quali quello della Toscana Meridionale, che dovranno essere i protagonisti principali dello sviluppo del nostro territorio.

Nell’immediato occorre garantire un sostegno alle imprese del settore colpite dalla crisi, integrando gli interventi già operanti a livello nazionale ed Europeo, con azioni regionali mirate, a partire dai comparti maggiormente colpiti dalla chiusura delle frontiere come, ad esempio, il settore vitivinicolo.

Particolare attenzione andrà posta anche alla riduzione della presenza degli ungulati, la cui presenza è aumentata durante la fase del lockdown, adottando misure efficaci e risolutive.

Oltre agli interventi diretti, sarà importante proseguire nella messa in sicurezza del territorio, accelerando i piani di intervento per le opere idrauliche, l’infrastrutturazione di un’efficiente rete irrigua che garantisca la necessaria dotazione di acqua all’agricoltura.

Infine, per dare una risposta realmente attesa dal mondo agricolo, dovremo prestare attenzione alla semplificazioni degli adempimenti per le imprese e per i cittadini, per una revisione radicale dei procedimenti amministrativi, con l’obiettivo di ridurre drasticamente i tempi che intercorrono tra impegni di spesa ed erogazione dei finanziamenti al settore agricolo.

7.

Per una nuova stagione dello sviluppo turistico

Il turismo, assieme all’export, è il comparto che ha subito di più a causa della crisi provocata dall’emergenza Covid. Basti pensare che nel 2020, in Toscana, erano previste 94,7 milioni di presenze, con un consumo turistico effettivo di circa 10,2 miliardi di euro, gli scenari attualmente considerati vedono una riduzione stimata tra i 4.1 miliardi (-40.6%) e i 7 miliardi (pari al -71%).

Per risollevare il settore servono subito risorse per reagire alla crisi, come abbiamo provato a fare con la manovra di fine legislatura mettendo, complessivamente, oltre 30 milioni di euro per: sostegno a fondo perduto per le aziende e le professioni del turismo, campagne per la ripresa del traffico aereo, misure per il sistema neve, campagna di promozione della Regione e per la valorizzazione delle politiche di ambito territoriale.

Oltre a queste risposte immediate, servono idee e progetti per aggiornare la promozione integrata che ha individuato fino ad oggi come fattore di successo il mix tra la pluralità delle eccellenze del nostro territorio: storia, arte, cultura, enogastronomia, ambiente, terme, e altro ancora.

Lancio tre idee specifiche per il turismo in provincia di Siena. 1) dobbiamo pensare alla costruzione di un asse di collegamento tra la Ciclovia Tirrenica, il Sentiero della Bonifica e quindi la Ciclovia dell’Arno, che attraverserebbe l’area interna della provincia di Grosseto e la parte meridionale della provincia di Siena consentendo di legare circolarmente i grandi percorsi ciclopedonali della Toscana, diffondendo così benefici anche nei nostri territori rurali. Si colloca in questo quadro il progetto della Ciclovia delle Crete senesi che dovrà essere realizzato nei prossimi mesi.

2) serve rinnovare il prodotto turistico termale, mettendo a sistema tutte le realtà presenti nella nostra provincia, con sperimentazioni sull’uso razionale della risorsa idrica e sul risparmio energetico in relazione proprio al termalismo. In questo quadro, va ricostruita una strategia specifica per Chianciano Terme anche alla luce delle novità di questa fase, che tenga assieme i temi della rigenerazione urbana, del termalismo anche connesso agli aspetti sanitari, della differenziazione dell’offerta turistica e l’accompagnamento dei percorsi di riassetto societario.

3) il terzo aspetto riguarda la possibilità di investire ulteriormente sulle varie declinazioni dei due binomi terre di Siena-terre del benessere e qualità del prodotto-qualità del territorio, per favorire l’attrazione di investimenti non solo in campo turistico, come dimostra l’apertura del polo produttivo di Celine nel Chianti.

8.

Tutela dell’ambiente e del territorio

Prima dell’emergenza Covid-19, le cronache e i social di tutto il mondo erano stati catturati dal coraggio e dalle gesta di Greta Thunberg, così come dei tantissimi giovani che erano scesi in piazza per l’ambiente, in tutto il mondo, anche in provincia di Siena, e per contrastare i cambiamenti climatici.

L’emergenza sanitaria non può far sparire la discussione su quello che sarà il futuro del nostro pianeta. I cambiamenti climatici e la difesa dell’ambiente sono temi che non riguardano solo gli orsi bianchi e le calotte polari, ma toccano nel vivo le nostre vite. Dalla raccolta differenziata, ai consumi energetici di un edificio, al nostro modo di vivere, muoverci, acquistare. Su questi temi, l’Europa intende dar vita a un ‘Green new deal’, con risorse ben strutturate per azioni da mettere in campo a livello regionale e locale.

Per questo servirà mettere in atto una strategia per l’economia circolare anche sul nostro territorio. Su questo terreno dovremo lavorare per trovare una connessione tra i nostri comparti produttivi e l’economia circolare, come motore di uno sviluppo nuovo e sostenibile

Per quanto riguarda il controllo delle emissioni, Siena aveva già lavorato per attestarsi come un territorio “Carbon free”, adesso dovremo essere protagonisti della strategia della ‘Toscana carbon neutral’, tracciata in questi anni..

La provincia di Siena presenta il numero più alto di aree protette. Un incredibile patrimonio naturalistico che in questi anni è stato sapientemente tutelato, ma che necessita di un percorso di valorizzazione maggiore e rinnovato. Vogliamo immaginare una rete delle riserve naturali, con percorsi dedicati e azioni concrete di promozione. Dovranno essere previste o implementate attività con gli Enti locali e le Associazioni ambientaliste per la manutenzione e gestione di punti informativi, centri visita, sentieri didattici, foresterie ed in generale tutte le infrastrutture ed i servizi con la finalità di aumentare la fruibilità delle nostre riserve, garantendone al tempo stesso la tutela.

Il territorio della provincia di Siena è un grande patrimonio che va tutelato, per questo dobbiamo proseguire con le opere per la messa in sicurezza del nostro territorio. Da un lato vanno rese più rapide e snelle le procedure per riparare i danni e gestire l’emergenza, dall’altro va messa in campo una grande opera di prevenzione dal dissesto idrogeologico, perché questa è l’unica vera arma per mitigare gli effetti delle calamità naturali.

9.

Una nuova sinergia tra scienze della vita e agroalimentare di qualità

Un grande obiettivo: Siena come prestigioso centro internazionale nel settore delle scienze della vita. D’altro canto la farmaceutica è il settore industriale più importante della nostra provincia. Lo è per il numero di addetti, per fatturato e per quota di export del nostro territorio. Da sempre esprimiamo una vocazione complessiva alla salute, alla cura e alla vita, come testimonia l’affascinante passato del Santa Maria della Scala.

La Regione Toscana riconosce da sempre l’importanza del lavoro di Fondazione Toscana Life Sciences e del Distretto Toscano Scienze della Vita favorendone sinergie, opportunità di sviluppo e collaborazione fra i vari attori. Le imprese e i soggetti impegnati nel settore delle scienze della vita, a partire da TLS, rappresentano uno straordinario patrimonio di conoscenza, sapere, oltre che di occupazione, che dobbiamo sostenere con tutte le nostre energie.

Nelle scorse settimane la Regione ha confermato l’accordo di collaborazione con la Fondazione Toscana Life Sciences di Siena anche per il triennio 2021-2023, nel settore della ricerca farmaceutica e biomedica. Questo garantirà la prosecuzione delle attività dell’Ufficio per la valorizzazione della ricerca farmaceutica e biomedica (Uvar) e delle attività intraprese a livello nazionale e internazionale.

Vi è anche un altro asse strategico sul quale puntare con forza e intelligenza nel prossimo mandato: la nuova frontiera rappresentata dalle sinergie tra scienze della vita e agroalimentare di qualità. È un orizzonte nuovo, che può innescare un duplice processo di innovazione e sviluppo sia per la città (Università, centri di ricerca, TLS, industrie, ecc.), sia per le zone rurali della provincia. Una nuova alleanza tra città e territori, un progetto qualificante per il futuro della Toscana meridionale, ricco di potenzialità e foriero di opportunità. La mia proposta è di lavorare da subito ad un piano condiviso tra il distretto delle scienze della vita e i distretti rurali presenti nel territorio, a partire dal distretto agroalimentare della Toscana meridionale.

Da un lato si valorizzerebbero le realtà che lavorano su prevenzione, medicina di precisione, nutraceutica e settori affini, dall’altro si potenzierebbe l’agricoltura di qualità, le produzioni biologiche presenti, le colture diverse rispetto a quella vitivinicola, che è un irrinunciabile valore aggiunto ma non esaurisce l’intera produzione agricola nella nostra provincia.

10.

Siena città universitaria internazionale

Occorre creare un ambiente favorevole affinché lo straordinario capitale umano rappresentato da migliaia di studenti fuori sede, anche stranieri, che vengono a studiare a Siena possa trovare qui terreno fertile per poter investire le proprie competenze, dare forma alle proprie idee e coltivare le proprie aspirazioni. Il sistema pubblico (Regione, Università), grazie ad un sistema di Diritto allo Studio Universitario tra i più avanzati d’Italia, tende una mano agli studenti universitari meritevoli, ma in condizioni economiche disagiate, li forma e li fa maturare. Serve però pensare ad una seconda fase, in cui si incentivano queste risorse nel rimanere per intraprendere a Siena. Questo finirebbe per aumentare l’attrattività del nostro territorio e consentirebbe di trattenere energie che altrimenti finiscono per ripartire verso altri lidi.

Ci vuole un cambio di mentalità che vada oltre la rendita, pur importante, che la presenza di studenti garantisce. Si potrebbe così puntare a irrobustire quella vocazione imprenditoriale che nella città è meno spiccata che altrove, proprio facendo leva sulla vitalità delle ragazze e dei ragazzi. Su questo il rapporto con la Regione può essere foriero di grandi opportunità. Abbiamo approvato a fine legislatura una legge di sostegno alle start up innovative che deve trovare attuazione e prevedere contributi monetari e servizi messi a disposizione di progetti innovativi, in modo da farli crescere.

11.

Semplificazione e innovazione

La Toscana è chiamata ad uno scatto imponente per essere all’altezza della sfida che abbiamo davanti. Il nostro compito, oggi, è cambiare le regole e le modalità di rapporto tra la Regione, il mondo delle imprese e i cittadini. Innovazione digitale, smart economy e smart society sono fattori decisivi per costruire uno sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile.

L’innovazione, per una grande forza democratica e progressista, non può essere solo una questione di procedure e soprattutto non può essere per pochi. Una diffusione massiva degli strumenti di digitalizzazione significa portare avanti, su basi nuove, la lotta per l’uguaglianza sostanziale tra cittadini e tra diversi territori. Far correre i dati e non le persone ha un senso particolare per garantire lo stesso livello dei servizi indipendentemente dalla condizione sociale o dal fatto che si viva in piccoli centri o in grandi città. Pensiamo alle possibilità offerte dal digitale all’interno della strategia di rilancio delle aree interne, rurali e montane (in termini di accesso alla rete e dei servizi), per riposizionare il settore del commercio, del turismo, ma anche dell’agricoltura e dell’artigianato secondo le azioni di Impresa 4.0.

La Regione Toscana in questi anni si è impegnata per allestire nel territorio una rete in fibra ottica di proprietà pubblica, comprese le cosiddette aree bianche. Siamo a buon punto, ma dobbiamo superare il traguardo quanto prima e continuare con gli investimenti nelle infrastrutture informatiche.

L’innovazione si deve diffondere anche nelle piccole aziende che operano nei settori più maturi, deve riguardare tutto il tessuto delle micro, piccole e medie imprese (MPMI), presenti in modo diffuso nel territorio della nostra provincia, compreso il piccolo artigiano o commerciante.

L’impresa che in provincia di Siena, salvo alcune eccezioni, è basata in modo rilevante su piccole dimensioni, spesso di natura familiare, deve essere accompagnata nella digitalizzazione con un piano di formazione.

Estensione delle autocertificazioni, potenziamento della rete SUAP, ulteriori semplificazione in materia di urbanistica e edilizia, totale interoperabilità delle banche dati, riduzione del 30% dei tempi di risposta della Regioni nei confronti delle pratiche di imprese e cittadini devono essere obiettivi alla portata della prossima legislatura.

13.

Una nuova idea di partecipazione nelle scelte fondamentali del territorio

Amministrare una Regione, tenere assieme le esigenze di una provincia, non può essere materia di poche persone, ma deve essere sempre di più il racconto di un progetto condiviso.

Per raggiungere nuovi traguardi insieme, va data priorità al “noi” e va messo al centro il sentimento di una comunità che condivide obiettivi e valori.

Per questo ritengo sia fondamentale dare ascolto ai cittadini e alle istituzioni locali, a partire dai Sindaci. Così come per me risulta imprescindibile il ruolo dei sindacati, delle organizzazioni di categoria, del mondo dell’associazionismo e del volontariato.

A differenza di quanto avvenuto a volte negli anni passati, quando si è instillata un’idea di poter fare a meno dei corpi intermedi, per me è fondamentale ricucire un rapporto costante con gli attori economici e sociali. Avere le voci delle comunità al proprio fianco significa tenere di conto quello che avviene sul territorio, saper aggiustare la rotta in base a nuove esigenze, saper dare risposte alle problematiche realmente sentite.