Simone Bezzini

Siena in Toscana, la Toscana a Siena

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TUTELARE I LAVORATORI DIGITALI: COLMIAMO IL VUOTO NORMATIVO E RICONOSCIAMO I DIRITTI

Tutelare i lavoratori digitali della cosiddetta gig economy, colmando a livello nazionale il vuoto normativo attuale e, a livello regionale, integrando le politiche del lavoro. E’ quanto ho chiesto presentando come primo firmatario una mozione depositata in queste ore e che  verrà presto discussa in consiglio regionale. Da tempo, stanno emergendo nuove figure di lavoratori precari legati alle nuove piattaforme digitali (cd platform workers), che integrano il proprio reddito  o si guadagnano da vivere con le consegne  a domicilio di cibo in motorino o bicicletta, utilizzano l’auto privata come taxi su richiesta, affittano una camera, fanno baby sitting, ripetizioni o le pulizie, laddove siano integrate in sistemi di committenza digitale. Non è più rimandabile una regolamentazione e una tutela di queste nuove modalità lavorative che interessano una fascia sempre più consistente della nostra società. Per quanto di competenza della nostra Regione  è opportuno attivarsi nei confronti di Governo e Parlamento affinché il tema, emerso con forza negli ultimi mesi, dei diritti dei nuovi lavoratori delle piattaforme digitali, e più in generale delle nuove forme contrattuali costituisca una delle priorità su cui imperniare l’attività legislativa nei prossimi mesi al fine di rispondere all’esigenza di decine di migliaia di giovani lavoratori che traggono da tali lavori un’integrazione importante al proprio reddito, se non rappresenta l’unica forma reddituale.

QUI POTETE LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE APPENA PRESENTATA

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UN CHIARIMENTO SULLA RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE DALLA REGIONE TOSCANA

Qualche mese fa, contestualmente all’approvazione da parte del Consiglio del Piano straordinario di razionalizzazione delle società partecipate dalla regione Toscana (DCR 84/2017), avevo presentato assieme ad altri colleghi un ordine del giorno per avere maggiore chiarezza circa il percorso che si voleva intraprendere rispetto alle società termali, al fine di salvaguardare un settore importante per numerose aree della Toscana (si pensi a Chianciano Terme) e prospettare un rilancio complessivo.  Ecco la risposta della Giunta

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Intervista al nuovo direttore generale delle Scotte

Ci tengo a segnalarvi un’interessante intervista, uscita ieri su la Nazione, del nuovo direttore generale delle Scotte, il dott. Valter Giovannini che illustra alcune prime idee si come rilanciare il policlinico. 

Ecco l’intervista del direttore generale Giovannini. 

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OK A NUOVI AMBITI E REVISIONE TESTO UNICO. ESPRESSE AL MASSIMO LE POTENZIALITA’ DELLA PROVINCIA DI SIENA 

Questa settimana abbiamo licenziato la revisione del Testo Unico regionale sul Turismo, finalmente integrato con i nuovi ambiti turistici che si organizzeranno l’informazione e l’accoglienza turistica sui territori in un modo maggiormente efficace. Un testo equilibrato e coraggioso allo stesso tempo, approvato dopo una fase di ascolto con i territori e con gli operatori, che ci auguriamo possa favorire lo sviluppo del settore, dato che il turismo è una componente sempre più cruciale per l’economica della nostra regione.

Gli ambiti turistici in provincia di Siena diventano i seguenti:
– Amiata (Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Piancastagnaio, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano),
– Chianti (Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti, San Casciano in Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa),
– Terre di Siena (Asciano, Buonconvento, Chiusdino, Monteroni d’Arbia, Monticiano, Murlo, Rapolano Terme, Siena, Sovicille),
– Terre di Valdelsa e dell’Etruria Volterrana (Casole d’Elsa, Castelnuovo Val di Cecina, Colle Val d’Elsa, Montecatini Val di Cecina, Monteriggioni, Monteverdi Marittimo, Poggibonsi, Pomarance, Radicondoli, San Gimignano, Volterra),
– Val d’Orcia (Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia),
– Val di Chiana Senese (Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda).
Da notare come in alcuni casi, pensiamo ad Amiata, Chianti o Val d’Elsa, si superino i tradizionali confini provinciali per “fotografate” aree omogenee dal punto di vista paesaggistico, storico, culturale e turistico, in grado di creare nuove sinergie.

Sulle altre novità principali della legge, segnalo:
– la possibilità per gli alberghi e le strutture turistiche all’area aperta di esercitare saune e bagni turchi (solo per gli alloggiati), senza la presenza necessaria dell’estetista (mentre il servizio di centro benessere sia per gli alloggiati che per gli esterni dovrà necessariamente prevederla);
– maggiore flessibilità per quanto riguarda l’albergo diffuso;
– maggiore flessibilità per i campeggi di assumere la denominazione di camping village a determinate condizioni;
– maggiore chiarezza in materia di locazioni turistica, anche se manca ancora una normativa nazionale che consenta alle Amministrazioni Comunali di governare e regolare un fenomeno che in tutte le città turistiche del mondo sta creando grandi contraddizioni;
– semplificazione di alcune procedure, anche se permane la necessità di ulteriori alleggerimenti burocratici;
– sospensione per un anno delle procedure per l’accesso alla professione di guida turistica per evitare i fenomeni distorsivi derivanti dall’assenza di una normativa nazionale in materia. Allo stesso tempo abbiamo approvato un ordine del giorno che chiede alla Giunta di assumere una forte iniziativa per arrivare rapidamente alla definizione di una legge o di un’intesa in Conferenza Stato Regioni.

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VIETATI GLI SPAZI DELLA REGIONE AI MOVIMENTI NEO FASCISTI

Qualche settimana fa avevo presentato una mozione, assieme ad altri colleghi del PD, in merito al divieto di concedere gli spazi e le sedi di cui dispone la Regione Toscana ai movimenti neofascisti. In questi giorni ci è arrivata la risposta della Giunta che va nella direzione auspicata, ovvero verso la regolamentazione in maniera esplicita del divieto di utilizzo di sale e spazi all’interno delle proprie sedi per manifestazioni razzistiche, xenofobe e antidemocratiche, omofone, discriminatorie e antisemite. Questa la risposta della giunta.

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INFRASTRUTTURE FERROVIARIE NEL SENESE: LA RISPOSTA DELLA GIUNTA

Questa settimana la giunta regionale ha risposto a una mia interrogazione in merito al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie della provincia di Siena. Questo è il testo di quanto avevamo richiesto.  Questa, invece, è la risposta della giunta.
Sono soddisfatto in merito alla conferma del raddoppio nel tratto tra Empoli- Granaiolo, sulla Firenze-Siena. Un intervento che porterà indubbi benefici sull’affidabilità della linea e sulla riduzione dei tempi. Ci aspettiamo di più, invece, rispetto alla volontà di Ferrovie di modernizzazione l’intera infrastruttura ferroviaria nella tratta Empoli-Siena-Chiusi, compreso l’elemento del collegamento con l’alta velocità.
E’ insomma necessario ribadire la necessità di portare avanti un programma complessivo di ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie delle linee senesi, anche per garantire un ulteriore sviluppo economico e turistico dell’area interessata, oltre che per i tanti studenti e lavoratori pendolari.

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Abbiamo perso, adesso più senso di responsabilità e meno tifoserie

Il vento che in Europa sta sconquassando i sistemi politici e in alcuni casi istituzionali nati nel 900 sta soffiando forte anche in Italia. Quell’assetto che si era consolidato nel secondo dopoguerra, salvo rare eccezioni che confermano la regola, oggi non c’è più. il socialismo europeo é a pezzi. Pensiamo a cosa sono oggi il PS francese, il Pasok, , il Psoe, solo per fare alcuni esempi. Pensiamo alla Spd inchiodata al suo minimo storico e la stessa vicenda del Labour Party che incrociata con la Brexit assume connotati inediti. Per completare il quadro oltreoceano abbiamo il fenomeno Trump. Nascono nuove formazioni politiche, emergono impostazioni sovraniste e populiste, riemergono inquietanti pulsioni razziste. L’asse valoriale si sta spostando a destra, soprattutto nei ceti popolari e nelle classi medie impaurite. Ma non c’è solo questo, ci sono tanti elementi inediti che non possono essere inquadrati con vecchie chiavi di lettura. Il risultato delle elezioni parlamentari italiane, pur inserito nelle peculiarità e nelle anomalie che hanno caratterizzato gli ultimi decenni di storia politica del nostro Paese (la democrazia bloccata, l’avvento della cosiddetta seconda repubblica, ecc), va collocato in questo scenario. Altrimenti rischiamo di fermarci a un serie di recriminazioni di superficie che potrebbero essere letali.
Detto questo non voglio sfuggire a qualche riflessione più specifica sulla nostra vicenda.
Ieri il centrosinistra ha perso. Hanno perso tutte le forze democratiche e progressiste. Noi, sottolineo, noi, abbiamo perso.
Ha perso Renzi e il gruppo dirigente a lui più vicino, che per una fase era riuscito a mettersi in sintonia con la voglia di cambiamento degli italiani. I fattori di successo iniziali, si sono via via trasformati in punti di debolezza. Non si é voluto fare i conti con i messaggi progressivamente emersi dalle sconfitte amministrative e dall’esito referendario, fino a dare l’idea dell’arrocco e del distacco dal sentire diffuso delle persone. L’azione positiva dei governi del Pd non è bastata a colmare questa distanza.
Ha perso chi ha dato vita alla scissione, non costruendo un progetto politico all’altezza delle sfide del nostro tempo, ma limitandosi a un’operazione di puro riposizionamento di ceto politico.
Hanno perso quelli che come me hanno provato a combattere una battaglia interna, senza però riuscire mai a mettere in campo un’idea mobilitante in grado di suscitare passioni ed entusiasmo. Abbiamo visto che le cose non andavano, ma non siamo stati in grado di presentare proposte che attecchissero davvero nella società e nei territori.
Che fare?
Non mi interessano approcci vendicativi, rese dei conti, ricerche di capri espiatori. Ci siamo già passati con il binomio ” rottamazione/tifoserie” e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Lo dico molto chiaramente: la situazione è pesantissima, ma il Pd può avere ancora un futuro e può candidarsi nuovamente a svolgere in tempi brevi una funzione utile al Paese e ancorata a valori democratici, progressiste e riformisti.
Non dimentichiamoci che il Pd nasce per provare ad anticipare quei sommovimenti a cui ho fatto riferimento all’inizio del mio ragionamento
Dopo dieci anni dalla nascita del Partito Democratico e alla luce della sconfitta di ieri, vanno create le condizioni per una riflessione seria e approfondita sulla funzione nazionale ed europea del Pd. Prima di tutto serve una lettura critica di quanto avvenuto nell’ultimo decennio. Buttare la croce solo addosso a Renzi sarebbe una scorciatoia sbagliata, come a suo tempo fu errato pensare che bastasse rottamare.
Il gruppo dirigente in carica deve ora creare le condizioni perché si sviluppi quella discussione che in questi anni non c’é mai stata davvero fino in fondo. Si confronti con le minoranze e condivida la strada da intraprendere per aprire un cantiere inclusivo e partecipato per la costruzione di un nuovo progetto per il Pd. Un progetto che nei contenuti affronti nodi come la crescita delle disuguaglianze e della precarietà, dell’impronta valoriale, della funzione europea, della riforma delle istituzioni e del governo delle grandi trasformazioni in sintonia coni ceti popolari. E poi i temi della partecipazione e della rappresentanza. Affermare che i partiti e i corpi intermedi hanno visto un ridimensionamento della loro presa sociale é giusto, lasciarli a se stessi senza un’idea di riforma é un errore.
Insomma, se non ora quando..

Pur dentro la cornice della sconfitta nazionale, va detto che il Pd in provincia di Siena ha avuto un risultato dignitoso. Visto l’andamento dei diversi territori nei collegi il voto dei democratici senesi è stato decisivo per eleggere Susanna Cenni, Pier Carlo Padoan e Riccardo Nencini. A loro si aggiunge anche Valeria Fedeli, che non ce l’ha fatta nel collegio uninominale, ma endrà comunque al Senato grazie alla candidatura nel plurinominale. Agli eletti va il mio augurio per il difficile compito che li aspetta nel nuovo Parlamento. 

Colgo l’occasione per ringraziare Andrea Valenti, l’esecutivo provinciale, i segretari di Unione Comunale e di Circolo e tutti i volontari che con il loro impegno hanno consentito di far ottenere al Pd delle Terre di Siena un risultato per niente scontato, visto il contesto.

Un’ultima considerazione. Il buon risultato ottenuto dal Pd e dal centrosinistra nella città di Siena deve caricare tutti di un di più di senso di responsabilità, di spirito costruttivo e volontà di ricercare sintesi con l’obiettivo di preparare al meglio le prossime elezioni comunali.

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