Autore: Simone@Admin Pagina 1 di 26

Dobbiamo reggere l’urto dei contagi per 3-4 settimane

Ringrazio Repubblica Firenze per l’intervista che mi ha consentito di fare chiarezza su come stiamo organizzando il lavoro di contrasto al Covid-19 in Toscana in queste ore.

Oggi inizia una pagina nuova

Oggi inizia ufficialmente il lavoro della nuova Giunta regionale guidata dal nostro Presidente Eugenio Giani, che ringrazio nuovamente per la fiducia e la stima che mi ha accordato. Una giornata importante e, non posso negarlo, anche molto emozionante. Guidare la sanità toscana è per me un grande onore e una grande responsabilità, soprattutto in un momento storico come questo. Sento il peso di questo incarico e mi impegno fin da ora ad agire con responsabilità, impegno e umiltà, ascoltando e coinvolgendo tutti i soggetti coinvolti per vincere insieme la sfida dell’emergenza sanitaria in corso e le altre che ci attendono. Ricevo un’eredità importante da Enrico Rossi, a cui rivolgo un ringraziamento particolare per il grande e prezioso lavoro svolto, ma anche da Stefania Saccardi e Stefano Scaramelli, che hanno ben guidato la sanità regionale negli ultimi anni e saranno punti di riferimento preziosi per il lavoro che ci attende, all’insegna della massima collaborazione. Solo con il lavoro in team e un autentico spirito di squadra si possono raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci prefiggiamo. Il sistema sanitario toscano è tra i migliori d’Italia, e quindi del mondo. Non mancano certo criticità e aspetti da migliorare, ma il lavoro fatto in decenni di buon governo ci consegna oggi un sistema in salute e all’avanguardia, come sta dimostrando in questo anno estremamente difficile.

Quando si parla di sistema sanitario mi piace ricordare sempre l’articolo 32 della nostra Costituzione, che ci indica in modo mirabilmente sintetico e chiaro l’orizzonte di senso entro cui collocare la sua mission e la sua stessa esistenza: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Desidero ringraziare tutti coloro che mi hanno inviato messaggi negli ultimi giorni e nelle ultime ore, sono davvero tantissimi. Mi scuso fin da ora se non sono riuscito e non riuscirò a rispondere ad ognuno di voi. Spero nel tempo di riuscire a ringraziarvi uno per uno, ma come dicevo ora non c’è tempo da perdere, sono già al lavoro sull’emergenza Covid-19. Vi comunico infatti che già oggi nel primo pomeriggio incontrerò insieme al Presidente Giani i dirigenti apicali del settore sanitario a livello regionale per fare insieme il punto sulla gestione dell’emergenza. Subito al lavoro, quindi, senza perdere nemmeno un minuto.

Grazie! Grazie! Grazie! 14mila volte grazie!

Un risultato straordinario, frutto di un grande e bellissimo lavoro di squadra, quello ottenuto in Toscana e in provincia di Siena, dove il centrosinistra con Eugenio Giani è maggioranza assoluta e il Pd di gran lunga il primo partito. Le 14mila preferenze ottenute (13.999 per l’esattezza), quasi il doppio dei consensi avuti nel 2015 e uno dei risultati più alti della Toscana, sono un dato importante che ci fa essere ancora più orgogliosi dell’attività svolta in questi anni. Sono grato di questa fiducia che mi è stata riconosciuta e da parte mia continuerò a impegnarmi ogni giorno per ripagarla, per Siena, le sue Terre e per la nostra Toscana.
Complimenti ad Anna Paris che è stata eletta con me in consiglio regionale, ma grazie anche a chi non ce l’ha fatta, alle altre candidate e candidati del PD per il gran lavoro fatto in queste settimane, abbiamo vinto grazie all’impegno portato avanti tutti insieme. Per questo voglio ringraziare anche i volontari e le volontarie del Pd e del centrosinistra per l’impegno, la passione e la grande mobilitazione vissuta in questi mesi in tutti i territori.
Infine grazie a chi in queste ore mi sta chiamando e inviando messaggi, spero di riuscire presto a rispondere. Nel frattempo lascio che queste parole vi raggiungano. Grazie, grazie e ancora grazie a tutte e tutti!

Rinnovare il patto tra Siena e la Toscana

In questi anni la Regione ha fatto tanto per Siena. Di esempi ce ne sarebbero diversi, penso al contributo al percorso di rilancio dell’Università, al supporto decisivo per TLS e il distretto delle scienze della vita, o ancora al sostegno dato a tante istituzioni culturali senesi. Ora i cambiamenti tumultuosi indotti dall’emergenza sanitaria, con le conseguenti difficoltà di alcuni settori economici da una parte e gli scenari generati dalle leve che saranno attivate in sede comunitaria dall’altra, fanno emergere la necessità di rinnovare il patto tra Siena e la Toscana. Questo dovrà essere l’obiettivo dei prossimi mesi, di questo ho parlato di recente con la segretaria regionale del PD Simona Bonafé (foto), in occasione della presentazione della lista del PD che si è tenuta in Piazza del Campo mercoledì scorso.

Le sfide sono tante  ma alcune sono per me decisive. La prima riguarda la visione strategica di Siena come città della cura e delle scienze della vita. In programma c’è un piano pluriennale di interventi per 250 milioni di euro per portare a compimento il grande progetto di riqualificazione strutturale e tecnologico delle Scotte e la necessità di garantire la centralità dell’Aou senese nell’area vasta sulle prestazioni di alta specializzazione.

Alla luce anche dell’ottimo lavoro in questi anni, serve un ulteriore sostegno a Tls e all’intero distretto delle scienze della vita, nonché un supporto alle progettualità come quelle connesse al contrasto delle pandemie. La mia idea è inoltre quella di realizzare un piano condiviso tra scienze della vita e i distretti rurali, a partire da quello agroalimentare della Toscana meridionale, che valorizzerebbe sia il settore della prevenzione delle malattie, che l’agricoltura di qualità.

Tra le priorità della nuova legislatura ci sono senza dubbio le infrastrutture.  Nel 2022 partiranno finalmente i lavori per il raddoppio della linea ferroviaria Empoli – Granaiolo, ora bisogna puntare su una modernizzazione dei trasporti su rotaie tra Poggibonsi, Siena e Chiusi e sull’accesso con doppio binario a Siena.

Serve, poi, una grande innovazione in campo culturale che proietti la città oltre i propri confini, facendo forza anche sulla sua radicata essenza di città universitaria internazionale. Siena merita una produzione culturale di alto livello, che attiri sguardi da tutto il mondo e stimoli la sua creatività supportata da una solida rete museale e dalla valorizzazione del patrimonio storico-artistico. Elementi, insomma, che possono incrociarsi con la necessità di far crescere le forme di turismo esperienziale in grado di aumentare la permanenza media dei visitatori nel territorio senese.

In ultimo, ma non per importanza, serve una strategia condivisa tra Regione e territorio per l’attrazione degli investimenti attraverso una politica dedicata alle aree produttive, alla valorizzazione dei grandi contenitori e a iniziative nel campo del terziario.

Su questo e su altri aspetti, come l’esigenza di un piano per le aree interne, dobbiamo lavorare per arrivare a un nuovo patto che coinvolga le parti sociali e tutte le istituzioni locali. La vera sfida è oggi più di cinque anni fa. Il ciclo politico che sta per concludersi, guidato da Enrico Rossi, ha prodotto innovazioni in vari ambiti, aprendo nuove porte. Ora bisogna varcare quelle soglie senza indugi, cogliere opportunità e mettere in campo progettualità valide per fare di Siena e le sue terre, le protagoniste della Toscana del futuro.

Taglio dei boschi, Bezzini: “La sentenza del Consiglio di Stato rischia di mettere in ginocchio il settore”

“Urge un intervento da parte del Governo. Aprire un dialogo tra Regione e Sovraintendenza per alleggerire l’iter dei permessi”

La manutenzione del bosco si fa più difficile. Una sentenza del Consiglio di Stato stabilisce che per poter effettuare il taglio di boschi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, serve un’autorizzazione anche della Sovraintendenza, oltre a quelle già richieste. Una decisione che quindi aggiunge un altro passaggio e complica ulteriormente l’iter per le aziende che si occupano di selvicoltura.

“Due giorni fa, a Monticiano, con Anna Paris abbiamo parlato di questa novità con un imprenditore del settore che non ha potuto fare a meno di esplicitare la sua preoccupazione, comune tra chi si occupa de taglio dei boschi – afferma Simone Bezzini, candidato al consiglio regionale della Toscana -. La recente sentenza del Consiglio di Stato dilata notevolmente i tempi di avvio di un’attività (richiedendo dai 60 ai 90 giorni) che è ordinaria e necessaria alla cura dei boschi, aumentando di conseguenza le spese che imprese e privati devono sostenere per poter intervenire”.

“Una pratica onerosa che, considerato anche il periodo storico-economico che stiamo vivendo, rischia di mettere in ginocchio l’intero settore. Per non parlare delle attività di selvicoltura svolte fino ad ora in maniera corretta, ma che in base a questa nuova sentenza sarebbero irregolari”.

“Questa decisione è a mio avviso un passo indietro rispetto ad un processo di sburocratizzazione che serve all’Italia. Urge al più presto un intervento da parte del Governo, alla luce anche del fatto che manca veramente poco all’avvio della nuova stagione – conclude Bezzini -. La Regione Toscana, nel frattempo, in base alla sua competenza amministrativa dovrebbe aprire urgentemente un dialogo con la Sovraintendenza per trovare gli strumenti utili ad alleggerire l’iter dei permessi e semplificare il lavoro dei nostri operatori forestali”.

Questione sicurezza a Siena, Bezzini: “Giusto l’incremento del presidio delle forze dell’ordine, ora serve sinergia tra i vari attori sociali”

“Servono risposte alle preoccupazioni dei cittadini senza alimentarle”

“E’ da qualche mese ormai che a Siena si verificano episodi di violenza e di degrado che coinvolgono principalmente alcune zone, ma preoccupano giustamente l’intera città – afferma Simone Bezzini -. Gli ultimi avvenimenti, in particolare, fanno luce su un problema sociale che si fa più allarmante considerata la giovane età dei protagonisti. Serve la massima attenzione evitando di cadere nella strumentalizzazione politica. Bisogna dare risposte concrete e tempestive alle preoccupazioni dei cittadini attraverso i mezzi che il nostro ordinamento prevede e non alimentarle ulteriormente.

Giusto incrementare il presidio e i controlli nelle zone più a rischio, come effettivamente si sta già facendo. La presenza delle forze dell’ordine sul territorio, assicurata con impegno e professionalità, è senza dubbio un deterrente per determinati atteggiamenti, ma non basta. Sarebbe sbagliato credere che sia solo una questione di ordine pubblico.

La situazione è figlia di un forte disagio giovanile di cui le istituzioni, insieme a tutti gli attori sociali, devono prendere coscienza per poi affrontarlo nel migliore dei modi, senza sottovalutare l’importanza di una mediazione sociale utile a mitigare eventuali elementi di tensione – continua Bezzini -. In questo caso è fondamentale il ruolo del Comune che deve sviluppare il dialogo tra istituzioni, contrade, scuole, associazioni. Siena é una città dall’alto senso civico e dalle grandi radici sociali e solidaristiche, queste sono le risorse che vanno affiancate al lavoro delle forze dell’ordine.

Sinergia che potrebbe trovare l’appoggio anche della Regione Toscana che, pur non avendo competenza diretta in materia di sicurezza, ha già collaborato in passato con varie città toscane, tra cui la stessa Siena, promuovendo progetti di sicurezza integrata e partecipata e dando il proprio sostegno finanziando l’ampliamento della rete di videosorveglianza. Si potrebbe candidare la città per la costruzione di un progetto di sicurezza integrata e partecipata con il supporto della Giunta regionale” conclude il candidato consigliere regionale Simone Bezzini.

Coronavirus: quell’assenza di equilibrio che rischia di farci pagare un prezzo enorme

Siamo tornati ai livelli di contagio di fine maggio. L’età media è più bassa, ma il rischio che il virus torni a colpire anche i più anziani è elevata, con il numero di ricoveri, terapie intensive e decessi che potrebbe tornare a salire. Non voglio fare allarmismi, ma il problema é che siamo passati dalla denuncia di chi passeggiava in solitudine in campagna ad atteggiamenti troppo, sottolineo troppo, disinvolti. La responsabilità individuale non è mai stata così importante per tutta la collettività. La spavalderia nel vivere certe forme di divertimento e di fare vacanza é pericolosa per la salute pubblica, tanto che ha costretto il Governo ad una nuova stretta sulla movida e le mascherine. La leggerezza dell’ultimo periodo rischia di vanificare i sacrifici fatti in primavera.

Come sapete ho seguito passo passo tutto il lavoro fatto come Regione Toscana, ho tenuto stretti rapporti con i Sindaci e ho informato costantemente tutti voi, anche con dirette sui social. È stato fatto da tutti, a partire da operatori sanitari e volontari, uno sforzo enorme per contrastare il virus e i risultati sono stati preziosi. Non possiamo tornare indietro.Siamo ancora in tempo per evitare una spirale pericolosa, ma servono atteggiamenti equilibrati che contemplino la ripartenza delle attività economiche e sociali e la convivenza con il virus in condizioni di sicurezza. Ciò significa rispettare alcune regole basilari la cui importanza viene ribadita anche nell’ultima ordinanza: uso della mascherina, soprattutto nei luoghi pubblici e affollati, anche all’aperto, distanziamento sociale e igiene delle mani. A queste aggiungo: scaricare l’app Immuni. Non mi sembrano grandi sacrifici. Il rispetto di queste regole è condizione essenziale sia per la sicurezza sanitaria che per la ripartenza economica e sociale. È una questione di responsabilità e di educazione civica senza le quali il lavoro delle istituzioni rischia di risultare inefficace.

I negazionismi, la sottovalutazione e la messa in contrapposizione degli aspetti sanitari con quelli economici sono atteggiamenti demenziali e pericolosi. Tenere basso il contagio é la prima condizione per la ripresa economica. Dall’altra parte le istituzioni devono attrezzarsi per affrontare al meglio i passaggi dei prossimi mesi che non saranno meno difficili. In tal senso la Regione Toscana sta mettendo in atto misure per controllare i rientri dall’estero e sistemi operativi per monitorare la ripartenza di scuole e università.La lotta al virus è e deve essere un lavoro di squadra. Ognuno deve fare la propria parte! Spero che da ora in avanti saremo più prudenti.

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