“Urge un intervento da parte del Governo. Aprire un dialogo tra Regione e Sovraintendenza per alleggerire l’iter dei permessi”

La manutenzione del bosco si fa più difficile. Una sentenza del Consiglio di Stato stabilisce che per poter effettuare il taglio di boschi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, serve un’autorizzazione anche della Sovraintendenza, oltre a quelle già richieste. Una decisione che quindi aggiunge un altro passaggio e complica ulteriormente l’iter per le aziende che si occupano di selvicoltura.

“Due giorni fa, a Monticiano, con Anna Paris abbiamo parlato di questa novità con un imprenditore del settore che non ha potuto fare a meno di esplicitare la sua preoccupazione, comune tra chi si occupa de taglio dei boschi – afferma Simone Bezzini, candidato al consiglio regionale della Toscana -. La recente sentenza del Consiglio di Stato dilata notevolmente i tempi di avvio di un’attività (richiedendo dai 60 ai 90 giorni) che è ordinaria e necessaria alla cura dei boschi, aumentando di conseguenza le spese che imprese e privati devono sostenere per poter intervenire”.

“Una pratica onerosa che, considerato anche il periodo storico-economico che stiamo vivendo, rischia di mettere in ginocchio l’intero settore. Per non parlare delle attività di selvicoltura svolte fino ad ora in maniera corretta, ma che in base a questa nuova sentenza sarebbero irregolari”.

“Questa decisione è a mio avviso un passo indietro rispetto ad un processo di sburocratizzazione che serve all’Italia. Urge al più presto un intervento da parte del Governo, alla luce anche del fatto che manca veramente poco all’avvio della nuova stagione – conclude Bezzini -. La Regione Toscana, nel frattempo, in base alla sua competenza amministrativa dovrebbe aprire urgentemente un dialogo con la Sovraintendenza per trovare gli strumenti utili ad alleggerire l’iter dei permessi e semplificare il lavoro dei nostri operatori forestali”.