Il consigliere: “Massima attenzione e impegno per le loro richieste”

Attenzione al personale precario della scuola in vista della ripartenza dell’anno scolastico post Covid a settembre. A porre la questione è il consigliere del Pd in Regione Simone Bezzini che, dopo un incontro avuto insieme a Eugenio Giani l’altra sera alla Festa dell’Unità di Poggibonsi con una delegazione di precari , ha presentato un’interrogazione “per sapere – spiega Bezzini – come la Regione Toscana intenda attivarsi in ogni sede utile, a partire dalla Conferenza Stato Regioni, in merito appunto alla situazione del personale precario della scuola in Toscana, anche tenendo conto delle richieste avanzate nel documento del direttivo docenti precari della regione.

Bezzini nell’interrogazione appena presentata riporta i punti salienti del Documento già reso noto ed inviato alle istituzioni regionali. “Nel documento- sintetizza Bezzini- si tracciano dei punti specifici volti da un lato attivare percorsi di stabilizzazione, quindi prevedere modalità di immissione in ruolo per quei docenti precari della Regione Toscana in servizio nella scuola da almeno tre anni, dall’altro a fornire risposte immediate alla necessità del mondo della scuola di poter contare su un potenziamento di personale, alla luce del particolare momento della ripresa delle lezioni del prossimo settembre.

Fra i punti – prosegue Bezzini – si parla di: una revisione radicale della bozza della graduatoria provinciale; immissione in ruolo per titoli e servizi per i precari storici in vista del prossimo anno scolastico, la creazione di percorsi abilitanti a cadenza regolari per tutti, con corsia preferenziale ad esaurimento per chi raggiunge 36 mesi di servizio, così come assunzione diretta dei docenti che si sono specializzati sul sostegno durante il IV ciclo TFA, maggiori investimenti nella scuola, aumento organico docenti e personale Ata, necessità di interventi nell’edilizia scolastica”.


Per Bezzini “il documento merita di essere approfondito all’interno del dialogo aperto tra le Regioni e il Governo al fine di garantire la necessaria dotazione organica nel mondo della scuole, e riconoscere i diritti di chi, da anni, opera in modo precario all’interno degli istituti scolastici toscani”.