Tutelare i lavoratori digitali della cosiddetta gig economy, colmando a livello nazionale il vuoto normativo attuale e, a livello regionale, integrando le politiche del lavoro. E’ quanto ho chiesto presentando come primo firmatario una mozione depositata in queste ore e che  verrà presto discussa in consiglio regionale. Da tempo, stanno emergendo nuove figure di lavoratori precari legati alle nuove piattaforme digitali (cd platform workers), che integrano il proprio reddito  o si guadagnano da vivere con le consegne  a domicilio di cibo in motorino o bicicletta, utilizzano l’auto privata come taxi su richiesta, affittano una camera, fanno baby sitting, ripetizioni o le pulizie, laddove siano integrate in sistemi di committenza digitale. Non è più rimandabile una regolamentazione e una tutela di queste nuove modalità lavorative che interessano una fascia sempre più consistente della nostra società. Per quanto di competenza della nostra Regione  è opportuno attivarsi nei confronti di Governo e Parlamento affinché il tema, emerso con forza negli ultimi mesi, dei diritti dei nuovi lavoratori delle piattaforme digitali, e più in generale delle nuove forme contrattuali costituisca una delle priorità su cui imperniare l’attività legislativa nei prossimi mesi al fine di rispondere all’esigenza di decine di migliaia di giovani lavoratori che traggono da tali lavori un’integrazione importante al proprio reddito, se non rappresenta l’unica forma reddituale.

QUI POTETE LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE APPENA PRESENTATA

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