Questa settimana il Consiglio Regionale ha approvato una mozione sulle città termali che mi vede come primo firmatario. È un atto importante con il quale si chiede di accompagnare con politiche pubbliche gli obblighi derivanti dall’evoluzione del quadro normativo e in particolare dalla legge Madia. Le città termali vivono una profonda difficoltà che mette radici nei primi anni ’90 e che crea ricadute negative sul piano economico, sul tessuto urbano e sociale. La Giunta Regionale ha svolto negli anni scorsi un ruolo decisivo nel mitigare gli effetti della crisi, basti pensare agli investimenti realizzati a Chianciano con risorse regionali. Ora però serve una nuova strategia che consenta di ricostruire una prospettiva per quei territori. I punti fondamentali della mozione sono tre:
1. attivare degli approfondimenti specifici da parte della Commissione Sviluppo Economico del Consiglio;
2. invitare Governo e Parlamento ad attuare misure straordinarie per le città termali in crisi, a sostenere con misure incentivanti l’applicazione della Madia e a definire una governance adeguata per le politiche di settore;
3. istituire un tavolo tra Regione, Enti Locali e parti sociali per affrontare le seguenti tematiche:
– monitorare che il compimento del percorso di razionalizzazione delle società partecipate garantisca nel tempo la piena continuità gestionale e assicuri la necessaria qualità delle strutture e dei servizi erogati. Inoltre dovrà essere garantito il massimo impegno della Giunta regionale, per quanto di sua competenza, nella ricerca di investitori privati qualificati;
– specifiche misure per favorire la riqualificazione e la riconversione del tessuto economico ed urbano delle città termali colpite da crisi economia e caratterizzate da decadimento del tessuto urbano, tenendo conto degli indirizzi espressi nel PRS 2016-2020, come sopra richiamato;
– una strategia per la promozione turistica del termalismo in Toscana, come previsto dallo stesso PRS, con particolare attenzione alle città termali tradizionali, ovvero la realizzazione di un prodotto turistico omogeneo, in grado di promuovere il sistema termale regionale nel suo complesso;
– misure incentivanti per l’attrazione di imprese nelle città termali tradizionali, al fine di favorire una riconversione del patrimonio immobiliare esistente sui temi della salute, del socio-sanitario, dell’assistenza e del benessere, al fine di promuovere uno sviluppo economico e sociale di tali realtà;
– verificare la necessità di un aggiornamento normativo, per quanto di propria competenza, anche alla luce di recenti iniziative portate avanti in altre Regioni;
– mantenere i budget sanitari accordati alle aziende termali e ricercare nuovi terreni di collaborazione tra il sistema sanitario regionale, le aziende e le città termali della Toscana.
Verificherò che la Giunta dia seguito agli indirizzi del Consiglio e vi terrò informati sulle evoluzioni.

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