Simone Bezzini

Siena in Toscana, la Toscana a Siena

RAFFORZIAMO L’IMPEGNO PER CONTRASTARE IL CLIMA DI ODIO, VIOLENZA E RAZZISMO

Nei giorni scorsi Siena è salita alle cronache nazionali per un fatto aberrante. A seguito di un’operazione investigativa condotta da parte della Digos di Firenze e di Siena, coordinata dalla DDA, è venuta alla luce nel territorio senese una fitta ed inquietante rete di collegamenti fra appartenenti agli ambienti dell’estremismo di destra in Toscana. Due le persone arrestate per possesso di esplosivi e di complessivamente dodici persone indagate per detenzione di armi e “atti di violenza con finalità di eversione dell’ordine democratico”; in varie sedi gli agenti della Digos hanno rinvenuto materiale inneggiante al fascismo, cimeli nazifascisti, e proceduto al sequestro di armi (fucili, pistole, mitragliatori e un lanciarazzi), tritolo e polvere da sparo. Le foto sono abbondantemente girate sui social e sui mezzi di informazione locale. Le stesse fonti riportano il contenuto di intercettazioni ambientali dalle quali si evincerebbero propositi di attentare alla moschea di Colle Val d’Elsa, oltreché l’incitamento all’odio razziale e l’apologia del fascismo. Purtroppo questo non è un episodio isolato.
Su questo fatto ho presentato una mozione in consiglio regionale  e, soprattutto, sarò in piazza di fronte alla prefettura con tutte le forze sociali e politiche che vorranno esserci il prossimo mercoledì 20 novembre. Si è superato il limite, come volevasi dimostrare dalle parole ai fatti il passo è breve. La cittadinanza democratica e antifascista deve dare un segnale forte contro questa escalation di violenza, follia e fanatismo nostalgico e anacronistico. Istituzioni, forze politiche e sociali, cittadini di tutta la provincia, scendiamo in piazza insieme, uniti. Per i nostri figli, per tutti noi per la democrazia. .

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Grazie!

Grazie! È la prima parola che bisogna pronunciare di fronte al lavoro che **tante volontarie e tanti volontari** stanno portando avanti per l’organizzazione della Festa dell’Unità a Gracciano, a Colle Val d’Elsa. Lo stanno facendo con passione, entusiasmo e spirito di servizio. Un lavoro che ha un significato particolare.
Da cinque anni a Colle non si svolgeva più la Festa dell’Unita ( salvo , se non sbaglio qualche iniziativa in versione ridotta).
Il clima negativo derivante dalla sconfitta alle amministrative del 2014, aveva contribuito a interrompere una storia che metteva radici lontano nel tempo. Quando, durante alcuni incontri relativi all’ultima campagna elettorale, qualche militante disse “se si vince bisogna rifare la Festa”, mi si allargò il cuore.
Questi militanti hanno mantenuto l’impegno e questo è un messaggio che deve parlare anche ai piani alti della politica. Organizzare una Festa dell’Unità oggi non è scontato nemmeno per quelle realtà più strutturate e dove non ci sono mai stati stop organizzativi.
Lo è ancor meno in una situazione dove la macchina organizzativa è ferma da cinque anni. Ripartire è sempre difficile e spesso non ci si riesce. Quindi, davvero, bisogna dire un grazie di cuore a chi in questa estate ha dedicato e dedicherà parte del suo tempo per questa causa. La Festa si svolgerà da venerdì prossimo, fino al 15 settembre. Diciassette serate di dibattito politico, spettacolo, buona cucina e soprattutto di socializzazione. Cliccando qui trovate un’anticipazione del programma.
Il miglior modo per onorare il lavoro dei volontari a questo punto è quello di partecipare alla Festa. Mi raccomando fateci un salto! Sono sicuro che saranno diciassette belle serate di aggregazione, di svago e di buona politica.

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APPROVATO IL CALENDARIO VENATORIO DELLA REGIONE TOSCANA 2019 – 2020

Questa settimana la Giunta regionale approvato calendario venatorio, frutto di un lavoro di condivisione con associazioni di rappresentanza del mondo dei cacciatori che, dopo una prima fase di tensione, ha preso la strada del confronto e del dialogo produttivo e sta portando i primi risultati su questo settore.

Qui trovate gli allegati alla delibera contenenti il calendario venatorio:

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SCOTTE: IL POLICLINICO RISULTA LA MIGLIORE AZIENDA IN TOSCANA

Oggi la stampa locale riporta gli esiti della valutazione del Laboratorio Management e sanità (Mes) della Scuola Sant’Anna di Pisa che valuta ogni anno tutte le aziende sanitarie della Toscana su oltre 150 indicatori economici, sanitari e sociali. Saluto con piacere il fatto che Siena abbia la migliore performance nel 2018. Un grande risultato che premia il lavoro di chi dirige la struttura, dei medici e di tutto il personale infermieristico o a vario titolo coinvolto nella gestione del Policlinico. Anche alla luce di questi risultati, per migliorare ulteriormente è necesario mettere in atto un piano di investimenti per l’ammodernamento dell’infrastruttura e delle tecnologie presenti.

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Dalla conferenza regionale della caccia metodi e proposte condivisi per un futuro di sostenibilità

La settimana scorsa si è tenuta a Grosseto la Conferenza regionale della caccia, alla quale ho partecipato, assieme ad altri colleghi e soprattutto, assieme al mondo venatorio, agricolo e a tutti i soggetti interessati. E’ stata un’occasione utile per fare il punto sulle azioni intraprese in questi anni e individuare una linea comune nell’ottica di migliorare e rilanciare il modello toscano di gestione della fauna e dell’intero sistema agro-silvo-pastorale.
Dobbiamo utilizzare gli ultimi mesi di legislatura per intervenire, sempre attraverso un confronto costante con i rappresentanti del mondo agricolo, venatorio e della protezione ambientale, per provare ad attuare le proposte individuate e condivise nell’ambito della conferenza. Con l’obiettivo primario di garantire la sostenibilità per gli anni futuri della caccia in Toscana.

Qui potete scaricare il documento finale della conferenza

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ORA C’E’ DA FARE: DOPO IL VOTO, METTIAMOCI AL LAVORO

Ora c’è da fare, avevo scritto quindici giorni fa rimandando ogni commento sulle amministrative e sulle europee.
C’era da fare a Colle dove ci aspettava il ballottaggio. La sfida più delicata e più importante della tornata elettorale 2019 in provincia di Siena. La sfida che avrebbe tracciato il segno nel bilancio da compiere su questa fase politica. Alessandro Donati e il grande lavoro di squadra che lo ha sostenuto ci hanno consegnato una straordinaria vittoria che chiude il cerchio rispetto a un quadro che, in gran parte dei comuni, si era delineato già come positivo il 9 giugno scorso. Complimenti, dunque ad Alessandro, a tutti i sindaci e a tutti i consiglieri neoeletti. Grazie ai candidati che non ce l’hanno fatta, perché comunque ci consegnano un patrimonio da cui ripartire per le sfide future. Grazie anche ai tanti volontari che si soni messi a disposizione con spirito di servizio.
Cosa ci dice questa tornata amministrativa in provincia di Siena e non solo? Che bravi candidati competenti, appassionati e capaci di stare tra le persone possono rappresentare un valore aggiunto in grado di ribaltare anche gli orientamenti politici-elettorali di fondo. Che l’unità del Pd è un requisito essenziale per essere competitivi. Che la costruzione di vaste alleanze democratiche, sociali e civiche è indispensabile per andare oltre i “confini troppo stretti” del consenso di partito. Andare oltre questi “confini troppo stretti” significa aprire a nuove energie e recuperare quei mondi che negli anni scorsi si erano allontanati da noi. Non solo dunque, aggregazioni di soggetti politici, ma anche capacità di dare protagonismo a realtà e persone collocate al di fuori di essi.
Sono contento che in provincia di Siena, si sia stati tra i primi con l’elezione di Andrea Valenti a intraprendere convintamente e diffusamente la strada della costruzione di alleanze democratiche, sociali e civiche per rigenerare il centrosinistra. Così come è stata importante la scelta di dare vita a un governo unitario del Pd provinciale.
Ovviamente non mi sfugge come queste condizioni non si siano create nel passaggio elettorale del capoluogo dove le note criticità non consentirono di costruire un progetto con i connotati sopra menzionati. Oggi, l’elezione d Massimo Roncucci alla guida del PD cittadino puó rappresentare un’occasione imperdibile, per un’analisi seria sulle vicende di questi anni, per aprire la costituente di un nuovo centrosinistra, per definire un nuovo profilo organizzativo del partito. per costruire una piattaforma programmatica in grado prima di orientare la battaglia di opposizione e poi di porre le basi di un nuovo progetto di governo per Siena.
Gli stessi risultati, in gran parte positivi della Toscana, consiglierebbero di arrivare rapidamente a un governo unitario del partito regionale e all’apertura di un cantiere per la costruzione di una vasta alleanza democratica per la Toscana aperta a tutte le forze del centrosinistra e alle realtà civiche, sociali e culturali della regione. Guai se lo spiraglio di luce che abbiamo intravisto nei nostri territori producesse un abbaglio inducendo in forzature e ritorni alla logica dell’autosufficienza. Uno degli elementi da evidenziare in questa fase è proprio l’avvio di un percorso di uscita dall’isolamento del Pd che soprattutto nella dinamiche locali ci ha consentito di ricostruire connessioni con mondi esterni. Ora non dobbiamo fare l’errore di tornare indietro. Per affrontare la sfida del 2020 servono da una parte apertura, generosità e umiltà e dall’altra un’innovazione con forti radici popolari.
Consentitemi anche qualche considerazione sulle europee e sul dato nazionale.
1. Le elezioni europee hanno smentito la tesi secondo la quale il PD era morto.
2. L’asse populista in Italia si sposta pericolosamente a destra
3. Le componenti democratiche ed europeiste sono ancora in grande maggioranza nel parlamento dell’Unione.
4. Permangono elementi di forte crisi di forze tradizionali nel Pse e nel Ppe, insieme ad elementi di novità come il successo dei Verdi in alcuni stati. Questo consiglierebbe un lavoro per costruire anche in Europa un campo largo di forze democratiche e progressiste. Anche tra i partiti socialisti tuttavia si intravede qualche segnale interessante vedi i dati emersi dalla Spagna e più recentemente dalla Danimarca.
5. Le elezioni amministrative viste dal punto di vista nazionale ci evidenziano un quadro che, pur con sconfitte dolorose, segna una prima inversione di tendenza rispetto a un ciclo tendenzialmente negativo che durava da anni soprattutto nei ballottaggi.
6. In Europa e in Italia ci manca un programma fondamentale che ci faccia passare dalla difesa, all’attacco. Un programma basato su alcune idee-forza che tengano assieme questione democratica, questione sociale e questione ambientale. Idee-forza che dovrebbero essere in grado di parlare al ceto medio impoverito, alle classi meno abbienti e alle giovani generazioni.
Questa è la sfida che avrà di fronte Zingaretti nei prossimi mesi. Costruire alleanze vaste è importante, riallacciare rapporti con i corpi intermedi è condivisibile, ridurre il carico di ostilità nei confronti del Pd è giusto, ma ora ci serve qualche progetto di riformismo radicale che riesca davvero a mettere le radici tra le persone. Il piano di lavoro che il segretario nazionale ha anticipato qualche giorno fa a La Repubblica va in questa direzione.

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Sull’andamento dei servizi ferroviari nella tratta Empoli-Siena

E’ arrivata anche la  risposta della Giunta regionale (qui il link) ad una interrogazione presentata assieme al collega Enrico Sostegni (PD) e Serena Spinelli (Mdp) in merito all’andamento dei servizi ferroviari nella tratta Empoli-Siena.

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